Trump ha cancellato le leggi sull’ambiente approvate dalla precedente amministrazione Obama. Un colpo di spugna sull’ambientalismo statunitense, a cominciare da quel “Clean Power Plan” che imponeva minori emissioni per le industrie e la riduzione del numero di centrali a carbone negli USA.

Il presidente Trump ha annunciato con tono entusiastico la cancellazione delle leggi ambientali firmate Obama, sostenendo come per l’energia americana fosse l’inizio di una nuova “rivoluzione”:

La mia azione di oggi è un altro passo verso la creazione di posti di lavoro. Basta con chi rubava la nostra prosperità. Oggi comincia una nuova rivoluzione energetica.

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Non usa mezzi termini il magnate statunitense, ora alla guida degli USA, quando parla di ricorso alle fonti fossili per alimentare l’industria a “stelle e strisce”:

Voglio ringraziarvi perché avete attraversato tempi duri. Da oggi però creiamo nuovi posti di lavoro grazie alle energie fossili. L’America ricomincia ad essere vincente, con gas e petrolio.

A tutti gli effetti viene cancellata la presenza statunitense dal folto gruppo di nazioni che ha aderito all’Accordo di Parigi. Non a livello teorico, ma nella sostanza con il decreto presidenziale intitolato “Energy Independence Order” viene spazzata via in un solo colpo la spinta ambientalista avviata da Obama.

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L’obiettivo della piena autosufficienza energetica statunitense verrà raggiunto sacrificando nel percorso qualsiasi limite alle emissioni di CO2 e le restrizioni attuali per le trivellazioni sul territorio nazionale (compresi i tratti costieri). Niente più limiti per le emissioni dei metanodotti e stop alle “VIA” (Valutazioni d’Impatto Ambientale) che potevano rendere meno spedito lo sviluppo delle grandi opere.

L’operazione di Trump però ha già visto le prime “levate di scudi” da parte delle amministrazioni locali. A cominciare dalla California, il cui governatore Jerry Brown ha dichiarato:

Cancellare il Clean Power Plan è un colossale errore che sfida la scienza stessa. Eliminare dai pensieri il cambiamento climatico può trovare posto solo nella mente di Donald Trump, e in nessun’altra parte.

Sulla stessa linea anche il sindaco di Los Angeles Eric Garcetti:

Non importa cosa accade a Washington, noi lavoreremo per centrare gli obiettivi del nostro Sustainable City Plan di riduzione delle emissioni climalteranti dell’80% al 2050, puntando a trasporti a zero emissioni e perseguendo la nostra visione di un futuro fatto al 100% da energie pulite.

29 marzo 2017
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I vostri commenti
Bruna, mercoledì 29 marzo 2017 alle21:13 ha scritto: rispondi »

Tutto a conferma delle peggiori opinioni su questo Ciuffo d'oro che,pur di far valere le sue idee,e dimostrare che il precedente inquilino della Casa Bianca non ha agito negli interessi economici degli Usa devasterà l'ambiente e provocherà solo cose nefande. Speriamo che in qualche modo venga fermato e che non termini "neppure"il primo mandato da Presidente. A Padova si dice quando qualcuno è sopra le righe ed eccessivo in tutto: "Signore,todeo fane un piasere che cuà l'intriga". Signore,prenditelo facci un piacere,qui intriga!

pier luigi, mercoledì 29 marzo 2017 alle11:49 ha scritto: rispondi »

Questo nuovo personaggio della casa bianca,ha idee che stravolgono completamente gli orientamenti di anni e anni di analisi e studi (vedi il clima).Io mi auguro che altre autorità possano intervenire per bloccare operazioni pericolose per l'intera umanità.

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