Clima: tassa sulla carne è inevitabile secondo investitori Fairr

Per scongiurare i pesanti effetti del clima a cui si sta andando sempre più incontro, un’analisi del Fairr, la nota rete di investitori, ha presupposto che sarà inevitabile ricorrere ad una tassa sulla carne.

Gli esperti del Farm Animal Investment Risk & Return sostengono che in un periodo compreso tra i 5 e i 10 anni potremmo giungere ad avere una tassa sulla carne. L’obiettivo sarebbe quello di ridurre l’impatto degli allevamenti sul riscaldamento globale e sui cambiamenti climatici connessi ad esso.

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Inoltre con questa specifica tassa si ridurrebbe il rischio che i grassi animali rappresentano per la salute umana. Sarebbe una tassa come già per esempio avviene sul tabacco. Molti Paesi, come la Germania e la Svizzera, stanno già progettando questo tipo di invenzione.

Il consumo di carne cresce in tutto il mondo e non si può trascurare che gli allevamenti degli animali siano responsabili del 15% delle emissioni globali di CO2. Inoltre mangiare in maniera eccessiva carne causa dei problemi alla salute e quindi un aumento dei costi sanitari.

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Il settore zootecnico, secondo gli esperti, sarebbe il principale imputato di altri problemi, come l’inquinamento delle acque e la resistenza più forte nei confronti degli antibiotici. Il fondatore del Fairr, Jeremy Coller, ha dichiarato:

Se i responsabili politici devono far fronte ai costi di epidemie umane come l’obesità, il diabete e il cancro, e di epidemie del bestiame come l’influenza aviaria, affrontando anche le sfide gemelle del cambiamento climatico e dell’antibiotico-resistenza, allora il passaggio dalle sovvenzioni alla tassazione dell’industria della carne sembra inevitabile.

12 dicembre 2017
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