I ghiacciai dell’Artico ormai da decenni sono i “monitorati speciali” degli scienziati climatici. Il loro scioglimento a ritmi senza precedenti è un segnale spia inequivocabile del riscaldamento globale in atto. L’ultimo studio sullo stato di conservazione dei ghiacciai artici porta la firma di Marcus Carson, scienziato dello Stockholm Environment Institute.

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Nella ricerca, dal titolo “Arctic Resilience Report”, l’esperto avverte che lo scioglimento dei ghiacciai artici potrebbe avere ripercussioni gravissime a livello globale, con effetti devastanti anche a distanza di migliaia di km dalla regione. Al progetto di ricerca hanno collaborato scienziati di 6 università e 11 organizzazioni.

I risultati dello studio sono allarmanti. A causa del rapido scioglimento dei ghiacciai nella regione artica verranno raggiunti 19 “punti di non ritorno”, che innescheranno cambiamenti climatici irreversibili e fuori controllo in tutto il mondo. Tra questi la crescita della vegetazione nella tundra. In assenza della coltre di neve e ghiaccio che riflette i raggi solari la regione assorbirà più calore.

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L’aumento della temperatura a sua volta innescherà il rilascio di enormi quantità di metano, un gas serra tra i più potenti. Altri effetti indesiderati del fenomeno saranno il collasso degli stock ittici artici e una serie di stravolgimenti climatici avvertiti anche in Asia, dove si avranno ripercussioni sul ciclo dei monsoni.

Negli ultimi anni nella regione artica sono stati registrati diversi record negativi. Gli ultimi valori preoccupanti rilevati dagli scienziati nel corso del 2016 riguardano temperature superiori di 20°C rispetto alla media del periodo. In alcune aree la temperatura supera di alcuni gradi lo zero quando ci si aspetterebbe una temperatura di -25°C.

Anche l’estensione dei ghiacciai marini è ai minimi storici. Quest’anno è stato registrato il dato stagionale più basso dall’inizio delle rilevazioni.

Secondo Carson l’aumento delle temperature artiche avrà conseguenze tangibili persino nell’Oceano Indiano. Quando un ecosistema così importante subisce cambiamenti repentini e drastici si innescano delle reazioni a catena, che distruggono anche gli equilibri degli ecosistemi circostanti.

Lo scienziato svedese avverte che questi cambiamenti spesso sono irreversibili. Un allarme che dovrebbe far riflettere i leader globali, ancora troppo lenti nel recepire i moniti della comunità scientifica e nel prendere decisioni incisive per combattere il riscaldamento globale.

25 novembre 2016
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I vostri commenti
GIUSEPPE, venerdì 25 novembre 2016 alle12:42 ha scritto: rispondi »

Dio mio, cosa lasceremo ai nostri figli!!! Stiamo distruggendo il nostro pianeta come se' ne avessimo altri!!! l'uomo? Distruttore di se' stesso!!! Poveri noi mortali....

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