Preoccupano gli ultimi dati sull’aumento delle temperature globali diffusi dalla Japan Meteorological Agency (JMA). Gli scienziati giapponesi rivelano che le temperature registrate nel mese di marzo 2016 hanno superato di 1,07°C i valori medi registrati nel XX° secolo. Rispetto ai valori medi registrati dal 1981 al 2010 l’incremento è stato di 0,62°C.

Dallo studio emerge che le temperature superficiali stanno aumentando al ritmo di circa 0,85°C al secolo. Le cifre diffuse dalla JMA arrivano a poche settimane dai dati altrettanto allarmanti relativi al mese di febbraio 2016, che aveva fatto registrare temperature di 1,04°C superiori alla media.

L’analisi ha inoltre rivelato che gli ultimi 11 mesi sono stati i più caldi mai registrati dal 1891, data in cui hanno avuto inizio le rilevazioni. Venerdì scorso la NASA ha confermato il trend anomalo registrato a marzo 2016. I dati dell’Agenzia spaziale americana sono leggermente diversi rispetto a quelli della JMA.

Secondo gli scienziati americani il mese di marzo è stato il più caldo di sempre, con temperature superiori di 1,65°C ai valori medi registrati dal 1951 al 1980. Lo sforamento registrato nel mese di febbraio è stato però maggiore, pari a 1,71°C in più.

L’Organizzazione meteorologica mondiale ha espresso preoccupazione per il progressivo aumento delle temperature registrato negli ultimi mesi, sottolineando che a marzo è stato battuto ogni record precedente. La comunità scientifica internazionale si è detta allarmata dall’aggravarsi del riscaldamento globale.

Il professor Michael Mann climatologo presso la Penn State University ha spiegato che gli ultimi dati rappresentano l’ennesimo monito ai leader di tutto il mondo sull’urgenza di ridurre le emissioni di gas serra:

Sono sconvolto dai dati sulle temperature registrate a marzo 2016. Il mondo è sempre più vicino al superamento del punto di non ritorno.

Il professor Stefan Rahmstorf della Potsdam University non ha dubbi: anche se il fenomeno meteorologico noto come El Niño ha avuto il suo peso nell’incremento delle temperature, gran parte della responsabilità è attribuibile alle attività umane climalteranti. Secondo gli esperti nei prossimi mesi le temperature registreranno nuovi record. Nel 2017 l’effetto di El Niño dovrebbe attenuarsi ma il riscaldamento globale provocato dall’uomo continuerà a far sentire i suoi effetti.

Lo studio della JMA è solo uno degli ultimi a testimoniare il grave impatto del riscaldamento globale. Pochi giorni fa uno studio danese ha lanciato l’allarme sull’aumento record delle temperature in Groenlandia. I valori registrati nelle prime settimane di aprile sono stati a dir poco anomali, in quanto tipici dei giorni più caldi del mese di luglio.

A causa del riscaldamento globale ben il 12% dei ghiacciai più a Nord della Terra stanno perdendo un millimetro di ghiaccio in superficie. La fusione sta avvenendo in anticipo di due mesi rispetto alle previsioni, per un totale di 1,7 milioni di chilometri quadrati di calotta interessati dal fenomeno.

18 aprile 2016
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