Il Polo Nord avrebbe i giorni contati e potrebbe scomparire già dal 2016. L’allarme è lanciato dal Polar Ocean Physics Group dell’Università di Cambridge, che ha analizzato i dati forniti dallo Us National Snow&Ice Centre. Secondo i ricercatori britannici l’umanità potrebbe presto trovarsi di fronte a un evento catastrofico come la scomparsa del ghiaccio dell’Artico.

Secondo quanto ha riferito all’Independent il capo dipartimento del Polar Ocean Physics Group, il Prof. Peter Wadhams, il Polo Nord potrebbe scomparire già dal prossimo settembre:

La mia predizione rimane. Il ghiaccio dell’Artico può svanire, riducendosi a un’area di meno di un milione di chilometri quadrati. Questo potrebbe accadere già a settembre di quest’anno.

Anche se il ghiaccio non dovesse sparire completamente, è probabile che quest’anno si stabilirà un altro record. Sono convinto che si tratti di meno di 3,4 milioni di chilometri quadrati (il record attuale): potrebbe scendere a un milione e se non dovesse accadere quest’anno succederà il prossimo.

La scomparsa del ghiaccio artico non si verifica da 120 milioni di anni, sottolinea Wadhams, che ha pubblicato su Nature uno studio nel quale afferma la possibilità di un innalzamento medio della temperatura globale di 0,6 gradi Celsius in appena 5 anni:

Quando il ghiaccio del mare si ritira, cambia l’intera situazione. Le persone hanno ragione a essere preoccupate.

L’ipotesi del Prof. Wadhams non ha convinto però altri esponenti del mondo scientifico come ad esempio il Prof. Peter Gleick, che invita alla cautela pur affermando di “non avere idea” riguardo la correttezza delle affermazioni del capo dipartimento del Polar Ocean Physics Group.

Lo scenario tratteggiato dal Prof. Wadhams sarebbe realistico secondo la Prof.ssa Jennifer Francis della Rutgers University, seppure inesatto in termini di tempistica: secondo la ricercatrice statunitense non sarebbe destinato a verificarsi prima del 2030-2050.

7 giugno 2016
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