Il prezzo più alto per il riscaldamento globale lo pagheranno le isole e le città costiere. A causa dell’innalzamento del livello dei mari, innescato dall’aumento delle temperature e dal conseguente scioglimento dei ghiacciai, intere regioni verranno sommerse. A ricordarlo è una simulazione effettuata da Climate Central.

Il centro di ricerca ambientale americano ha profilato gli scenari in caso di un aumento delle temperature di 2°C rispetto ai valori pre-industriali. Le proiezioni non sono affatto confortanti. Secondo le stime in Italia sparirebbero la costa Adriatica sino a Rimini e il fronte mare di Genova.

A livello globale si ritroverebbero sommerse migliaia di abitazioni, per un totale di 200-400 milioni di persone sfollate. Metropoli come New York verrebbero sommerse per metà dell’acqua. Ancora più catastrofico lo scenario a Miami, che verrebbe sommersa completamente.

L’accordo sul clima di Parigi entrato in vigore oggi punta a limitare l’aumento delle temperature globali a 2°C. Peccato che questo target, ritenuto a ragione insufficiente dall’UNEP, farebbe piombare il mondo proprio nello scenario catastrofico prospettato da Climate Central.

Un simile incremento delle temperature secondo gli esperti farebbe sciogliere montagne di ghiaccio, aumentando il livello dei mari fino a 5 metri.

Climate Central ha prospettato anche uno scenario ancora più catastrofico. Se gli impegni assunti alla COP21 di Parigi non dovessero essere rispettati le temperature globali aumenterebbero di ben 4°C rispetto ai livelli pre-industriali.

Il mondo già ora con un incremento di 1°C sta pagando un prezzo alto per i cambiamenti climatici. In caso le temperature raggiungessero valori ancora più alti in Italia intere città verrebbero sommerse dalle acque a causa dell’aumento del livello dei mari di ben 9 metri.

A Venezia resterebbe in superficie solo piazza San Marco, mentre a Roma le acque inonderebbero Trastevere. Della città di Bari resterebbe come ricordo solo il centro storico. Negli USA sprofonderebbero sott’acqua New Orleans e metà della Louisiana. Nel Regno Unito a pagare il prezzo maggiore sarebbe Londra, sommersa dalle acque nell’intera parte a Sud del Tamigi.

4 novembre 2016
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I vostri commenti
giuseppe paoloni, domenica 6 novembre 2016 alle0:59 ha scritto: rispondi »

Quanto dichiarato da Climate central mi sprona sempre piu' a sensibilizzare chi progetta investimenti nel Ns. Paese, affinche' le tematiche ambientali siano di prioritaria importanza. Quindi ad esempio, se si chiede di fermare la costruzione di un'autostrada, per dare precedenza ad una metropolitana, e' la naturale riflessione che dovrebbe fare chi ci governa .

bruvitt, sabato 5 novembre 2016 alle11:37 ha scritto: rispondi »

Per salvare il mondo bisogna ridurre la popolazione

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