Per raggiungere un accordo vincolante per la riduzione dei gas serra a livello globale è fondamentale che i Paesi più inquinanti, Stati Uniti e Cina, compiano gli sforzi maggiori. Nelle scorse ore è giunto un segnale positivo in questa direzione che apre uno spiraglio ancora più ampio dopo l’intesa storica siglata tra i due Paesi nei mesi scorsi. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha annunciato infatti che gli USA ridurranno le emissioni di gas serra del 28% entro il 2025.

Brian Deese, consigliere per il clima alla Casa Bianca, ha illustrato gli obiettivi di riduzione delle emissioni del Governo Obama, mostrandosi fiducioso sull’esito del piano contro l’inquinamento:

Si tratta di un grosso impegno. Gli obiettivi climatici degli Stati Uniti sono ambiziosi, ma realizzabili. Abbiamo tutti gli strumenti per raggiungerli.

Nello specifico, entro il 2025 gli Stati Uniti intendono tagliare le emissioni di gas serra in una percentuale che va dal 26 al 28% rispetto ai livelli di inquinamento registrati nel 2005. Entro il 2050 gli USA hanno in mente un piano ancora più ambizioso: portare la quota di riduzione delle emissioni all’80%.

Deese ha rassicurato gli elettori democratici, da sempre i più sensibili al cambiamento climatico, spiegando che il piano progettato dal Governo Obama non potrà essere annullato facilmente da un eventuale futuro presidente repubblicano o dalla maggioranza repubblicana al Congresso.

Al momento sono 33 i Paesi che hanno definito obiettivi per la riduzione delle emissioni dopo il 2020, quando scadrà il protocollo di Kyoto. La scadenza del trattato internazionale per la lotta al riscaldamento globale era prevista per il 2012, ma la conferenza sul clima di Doha ha deciso di estendere la validità del protocollo in attesa di un nuovo accordo.

Il 2015 potrebbe essere l’anno decisivo per giungere a un nuovo trattato internazionale vincolante per la riduzione delle emissioni. Gli occhi del mondo sono puntati sulla COP21 di Parigi, la conferenza sul clima promossa dall’UNEP in programma per il 7 e l’8 dicembre 2015.

L’obiettivo principale della COP21 sarà l’approvazione di un programma per la riduzione delle emissioni globali che metta d’accordo i Paesi industrializzati più inquinanti, Stati Uniti e Cina, e le economie emergenti. Quest’ultime sono sempre state più riluttanti a impegnarsi concretamente in un piano contro il riscaldamento globale nel timore di dover frenare la loro crescita economica, basata prettamente sullo sfruttamento delle fonti fossili. Il cambio di rotta degli Stati Uniti e della Cina, responsabili del 45% delle emissioni globali, potrebbe rivelarsi determinante per far capitolare anche gli altri Paesi. Il Messico ha già annunciato che ridurrà le sue emissioni di gas serra del 22% entro il 2030.

La riduzione delle emissioni climalteranti, d’altra parte, è l’unica alternativa possibile. Se il mondo dovesse fare fatica a contenere al di sotto dei 2°C l’aumento delle temperature globali i danni per l’economia globale sarebbero troppo alti.

Dalla siccità agli eventi meteo sempre più estremi, dall’impatto devastante per l’agricoltura e la pesca alla perdita di biodiversità, i cambiamenti climatici rappresentano una minaccia per il futuro dell’umanità, come ha ricordato nei mesi scorsi lo stesso Obama.

1 aprile 2015
In questa pagina si parla di:
Fonte:
I vostri commenti
Silvano Ghezzo, giovedì 2 aprile 2015 alle22:42 ha scritto: rispondi »

Solo buone parole, ma vorremmo soprattutto fatti concreti. Per parafrasare un celebre detto: La via dell'inferno ( in questo caso la catastrofe ecologica) è lastricata di buoni propositi.

Lascia un commento