Nessuna dichiarazione congiunta sul clima da parte dei membri del G7. Malgrado le attese della vigilia, soprattutto da parte delle associazioni ambientaliste, il tanto auspicato documento non vedrà la luce per l’opposizione manifestata dagli Stati Uniti attraverso Rick Perry – Segretario di Stato del Dipartimento dell’energia.

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A nulla sembrano essere quindi valse le raccomandazioni espresse ad esempio da Greenpeace alla vigilia del G7. L’associazione come gesto dimostrativo ha consegnato ai vari ministri presenti un termometro gigante, a simboleggiare il riscaldamento globale e i cambiamenti nel clima mondiale.

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Malgrado l’opposizione espressa dagli USA, alla base della mancata approvazione di una dichiarazione congiunta da parte dei membri del G7, il ministro dello Sviluppo Economico (nonché presidente di turno del summit) Carlo Calenda ha mostrato ottimismo in relazione alla posizione europea:

L’impegno a implementare l’accordo di Parigi rimane forte e deciso per tutti i Paesi dell’Unione europea. Si è trattato di un dibattito molto costruttivo con gli USA: non c’è stata alcuna frizione. Rispettiamo il fatto che gli Stati Uniti stanno rianalizzando la propria posizione.

Mancato, rispetto a quanto chiesto dalle associazioni ambientaliste, anche l’auspicato “isolamento” degli USA in merito alle posizioni negazioniste espresse dall’amministrazione Trump. Come ha dichiarato Luca Iacoboni, responsabile della campagna clima e energia di Greenpeace Italia:

Il ministro Calenda ci ha confermato che c’è la volontà di rispettare gli impegni presi alla COP21 e che l’Italia farà la sua parte, ma questo non basta. Se davvero vogliamo mantenere l’aumento di temperatura entro i 2°C, o ancor meglio sotto la soglia di 1,5°C, bisogna fare molto di più. L’Italia, che ha la presidenza di turno del G7, deve dare l’esempio non limitandosi a fare i compiti a casa ma facendo pressione su chi non sembra prendere sul serio i cambiamenti climatici.

Un’ultima battuta Iacoboni la riserva anche all’attesa data del 18 aprile, quando il Governo Gentiloni presenterà alla Camera la nuova Strategia Energetica Nazionale:

L’auspicio è che non sia l’ennesimo piano energetico basato sulle fonti fossili, ma purtroppo la decisione di separare la SEN dal Piano integrato energia e clima sembrerebbe confermare l’idea del ministro di mettere al centro del piano energetico il gas, relegando le energie rinnovabili a una fonte marginale, senza prendere impegni per un definitivo abbandono del carbone.

Speriamo che il ministro ci smentisca con i fatti, ma ad oggi il governo sembra avere davvero poca ambizione. Non è questo ciò che ci aspettiamo da un Paese investito della presidenza del G7, e non smetteremo di farlo presente al governo.

10 aprile 2017
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