I cambiamenti climatici non rappresentano semplicemente una minaccia per il futuro, ma stanno già condizionando pesantemente il presente con danni economici ingenti e perdite umane dal valore incommensurabile. A sottolineare l’impatto economico e ambientale del clima che cambia in Italia è Legambiente.

L’associazione ha promosso un libro per sensibilizzare il Governo e l’opinione pubblica sui rischi del riscaldamento globale dal titolo “Il clima cambia le città. Nuove strategie e politiche di adattamento per rispondere all’emergenza climatica”.

Il libro, a cura di Francesco Musco e Edoardo Zanchini, elenca gli eventi meteorologici estremi correlati ai cambiamenti climatici che dal 2010 a oggi hanno flagellato il territorio italiano, provocando danni alle economie locali già pesantemente colpite dalla crisi economica. Il libro contiene una mappa con tutti i disastri climatici occorsi recentemente nelle città italiane.

Gli autori elencano almeno 130 eventi meteo estremi imputabili ai cambiamenti climatici che hanno colpito la nostra penisola negli ultimi anni: dalle ondate di calore che hanno esacerbato il problema dello smog nelle città, alle piogge estreme che hanno causato alluvioni e frane nelle aree a più elevato rischio idrogeologico.

Nel dettaglio le piogge intense hanno causato 34 alluvioni, con danni gravi alle infrastrutture che hanno mandato in tilt per 33 giorni la circolazione urbana, bloccando la metro e i treni locali. I black-out elettrici gravi causati dal maltempo hanno creato enormi disagi in città per un totale di 43 giorni.

In 8 casi le piogge torrenziali hanno danneggiato gravemente il patrimonio storico. A Genova, città devastata dal maltempo negli ultimi anni, sono stati danneggiati l’Archivio di Stato, la biblioteca nazionale e il Palazzo Reale, mentre a Roma a pagare il prezzo più alto sono state le Mura Aureliane.

Le trombe d’aria che hanno causato danni sono state 20, mentre le esondazioni dei fiumi causate dalle bombe d’acqua sono state 30. In termini di perdite umane il bilancio è altissimo. Dal 2010 a oggi i feriti e i morti per maltempo in Italia sono stati 139.

Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente, presentando il libro ha sottolineato i rischi più alti corsi dall’Italia a causa dei cambiamenti climatici. Il nostro Paese, afflitto dalla piaga del dissesto idrogeologico, soffre infatti maggiormente per le bombe d’acqua legate alla tropicalizzazione del clima mediterraneo.

Altri fattori che aumentano la vulnerabilità dell’Italia ai cambiamenti climatici sono l’abusivismo edilizio e le scelte poco sostenibili nella pianificazione urbana. Legambiente invoca misure urgenti per mitigare l’impatto dei cambiamenti climatici in Italia:

Serve un cambio di passo nelle politiche, che va affrontata con una visione delle priorità nazionali, con piani di intervento e risorse per l’adattamento al clima nelle città, come ci chiede l’Unione Europea che ha stanziato rilevanti risorse nell’ambito della programmazione 2014-2020.

Secondo Legambiente l’Italia deve cercare di adattarsi in fretta al clima che cambia, perché nei prossimi anni le piogge torrenziali saranno sempre più frequenti. Le nostre città, come dimostrano le alluvioni di Roma, Genova e Milano degli ultimi tempi, non sono pronte a sostenere quantitativi così alti di acqua che cadono nel giro di pochi minuti.

Con un’adeguata strategia di adattamento ai cambiamenti climatici l’Italia potrà ridurre la spesa per le emergenze aperte ogni anno dalle ondate di maltempo. Tra il 1944 e il 2012 il nostro Paese ha pagato 61,5 miliardi di euro per ripagare i danni degli eventi meteo estremi. Fondi che potevano essere destinati a politiche di mitigazione del riscaldamento globale e prevenzione del rischio idrogeologico. Come ha spiegato Zanchini:

Proprio l’adattamento al clima può diventare la chiave con cui ripensare le nostre città, per arrivare a cambiare impostazione e priorità di intervento dell’urbanistica in Italia.

14 aprile 2015
In questa pagina si parla di:
Fonte:
Immagini:
Lascia un commento