Rinunciare alle fonti fossili e aiutare i Paesi poveri a fronteggiare i cambiamenti climatici. Sono le due principali richieste rivolte dagli ambientalisti ai leader dei Paesi industrializzati, riuniti in queste ore nel castello di Schloss Elmau, in Bavaria, per il G7.

Sul tavolo dei grandi del mondo, accanto alla guerra in Ucraina e alla crisi economica in Grecia, ci sono i cambiamenti climatici, tra i temi più caldi che preoccupano l’opinione pubblica globale.

Angela Merkel ha sollecitato i leader giunti in Germania per il G7 a rispettare gli impegni presi a Copenaghen, reperendo le risorse per aiutare i Paesi del Sud del mondo ad adattarsi al riscaldamento globale:

Penso sia importante che noi, come G7, diamo conferma di questo fondo da 100 miliardi di dollari.

Legambiente, insieme alle associazioni ambientaliste degli altri Paesi del G7, ha ricordato ai leader che:

Hanno la responsabilità di assumersi impegni più ambiziosi nella lotta ai cambiamenti climatici, attraverso una rapida decarbonizzazione delle loro economie e il sostegno finanziario ai Paesi più poveri.

L’Italia può e deve giocare un ruolo fondamentale in questa rivoluzione sostenibile, come ha sottolineato il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza:

Matteo Renzi deve immediatamente fermare i progetti di trivellazione nell’Adriatico e nel Canale di Sicilia. Il governo italiano deve finalmente adottare un ambizioso Piano d’azione nazionale sul clima che abbia l’efficienza energetica e le rinnovabili come pilastri fondamentali.

Marco Lambertini, direttore generale del WWF International, ha incitato i leader del G7 a intraprendere una rapida transizione verso le energie rinnovabili, eliminando completamente il ricorso alle fonti fossili entro il 2050. Lambertini ha ricordato che i Paesi del G7 sono tra i principali responsabili dell’aumento delle emissioni di gas serra nell’atmosfera. A loro spetta pertanto, più che ad altri, la responsabilità di agire in fretta per limitare l’impatto del riscaldamento globale.

Secondo il WWF crescita economica e sostenibilità ambientale devono procedere sugli stessi binari per garantire alle generazioni future lavoro, salute e prosperità:

L’economia e l’ambiente sono partner naturali per la prosperità. I leader del G7 devono riconoscere che la salute del Pianeta è un presupposto fondamentale per lo sviluppo economico e che tutte le nazioni hanno bisogno di contribuire a questa causa globale.

In una nota il WWF ha ricordato che i Paesi industrializzati hanno speso ben 73 miliardi di dollari di denaro pubblico nell’industria più inquinante: quella del carbone. Risorse che potevano e dovevano essere impiegate per sostenere le energie pulite.

Gli ambientalisti hanno poi invitato i leader riuniti al G7 ad accogliere l’invito della Merkel per un’azione globale a sostegno della salute degli oceani, una risorsa vitale per l’economia globale e la biodiversità.

8 giugno 2015
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Fonte:
WWF
Immagini:
G7
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