L’amministrazione Obama è pronta a combattere anche dopo il passaggio di consegne a Donald Trump per far rispettare l’Accordo sul clima di Parigi. Lo ha dichiarato il segretario di Stato americano John Kerry nel suo intervento alla COP22 in corso a Marrakech, in Marocco.

Kerry ha sottolineato che i cambiamenti climatici non possono essere considerati alla stregua di un qualsiasi punto in un programma politico di un singolo partito. Il discorso di Kerry ha avuto grande eco mediatica Kerry per i toni appassionati e l’accorato appello al presidente eletto Trump.

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Il segretario di Stato ha ricordato che il riscaldamento globale riguarda tutti e va oltre un singolo presidente:

Si tratta di qualcosa di più grande di una sola persona. Nessuno ha il diritto di prendere decisioni che avranno impatto su miliardi di persone basandosi soltanto su un’ideologia.

Kerry ha invitato Trump a dare ascolto ai leader spirituali, ai capi militari, agli uomini d’affari, agli attivisti e soprattutto agli scienziati climatici prima di abbandonare le future generazioni ai rischi dei cambiamenti climatici:

Parlo a nome di miliardi di persone. Prima di prendere decisioni irrervisibili studia seriamente i cambiamenti climatici.

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Il discorso di Kerry è stato preceduto dalla pubblicazione della prima strategia a lungo termine per combattere i cambiamenti climatici, approvata dal Governo di Obama per recepire i target dell’Accordo di Parigi.

Il documento traccia una roadmap per ridurre le emissioni di gas serra dell’80% entro il 2050 rispetto ai valori registrati nel 2005. L’appello di Kerry a Trump e la pubblicazione del documento arrivano a poche ore dall’ennesimo monito dell’ONU sull’aumento delle temperature globali. Il 2016 sarà l’anno più caldo dall’inizio delle rilevazioni. Lo stesso Kerry ha ricordato le preoccupanti previsioni dell’Agenzia delle Nazioni Unite:

Anche il 2016 contribuirà a fissare un nuovo record per il decennio più caldo della storia. Persino le persone più scettiche sui cambiamenti climatici dovrebbero comprendere che sta accadendo qualcosa di grave.

Il segretario di Stato ha poi ricordato il ruolo strategico delle energie rinnovabili nella lotta ai cambiamenti climatici. Dalla prima elezione di Obama nel 2008 gli Stati Uniti hanno triplicato la potenza eolica installata e aumentato di 30 volte la capacità solare.

Secondo Kerry purtroppo tutti questi progressi rischiano di essere inutili a causa del nuovo boom delle centrali a carbone in Asia e in altre parti del mondo. Il leader democratico ha invitato ad accelerare la transizione energetica:

Non sono un veggente ma il tempo non è certamente dalla nostra parte. Dal carbone provengono ancora il 30% dell’energia mondiale e il 50% delle emissioni dell’industria energetica, mentre le rinnovabili sono ferme a una fetta del 10% del mix energetico globale.

17 novembre 2016
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