Il clima in Italia è destinato a farsi sempre più caldo nei prossimi decenni con un aumento delle temperature di ben 5° C. A rivelarlo sono gli esperti dell’ISPRA nel recente rapporto “Il clima futuro in Italia: Analisi delle proiezioni dei modelli regionali”.

Lo studio contiene le previsioni sull’impatto del riscaldamento globale sulle temperature registrate nella penisola da qui al 2100. Secondo le stime dei ricercatori dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, entro la fine del secolo in Italia potrebbero verificarsi due scenari: uno ottimistico, con un aumento delle temperature compreso tra 1,8 e 3,1°C, e uno meno roseo, con un incremento di 2,5-3,6°C.

A causa dell’aumento delle temperature, l’Italia sarà costretta ad affrontare numerose emergenze, sia ambientali che sanitarie. La situazione sarà critica soprattutto in estate, quando il clima sempre più torrido esporrà le fasce vulnerabili della popolazione, malati cronici, bambini e anziani, a rischi per la salute.

Secondo l’ISPRA l’aumento delle temperature in Italia previsto per i prossimi decenni è confermato da tutti i modelli climatici. Il Paese si troverà a fronteggiare numerose ondate di calore.

Le temperature notturne nei mesi estivi subiranno una brusca impennata, con un clima tipico dei Paesi tropicali. Entro il 2100 ben 59 notti estive potrebbero essere caratterizzate da afa.

A causa del riscaldamento globale diminuiranno invece, fino a 39 in meno, i giorni molto freddi, contraddistinti dalla presenza di gelo.

L’aumento delle temperature avrà effetto anche sulle precipitazioni, con un aumento del 13%. Ai giorni molto piovosi si alterneranno giornate secche. Al Sud e nelle isole si conteranno fino a 35 giorni di siccità in più all’anno.

Nel suo rapporto, l’ISPRA non si limita a lanciare l’allarme sull’aumento delle temperature previsto per fine secolo. Gli esperti fanno notare che già oggi il clima italiano è più caldo della media.

Nel 2014 la colonnina di mercurio ha fatto segnare un aumento di 1,57°C, il valore più elevato registrato dal 1961, capace di superare anche gli anni più torridi: il 1994 e il 2003, caratterizzati da frequenti ondate di calore.

A soffrire maggiormente per l’aumento delle temperature sono state le regioni settentrionali che hanno registrato un incremento di 1,93°C a fronte degli 1,24°C in più registrati al Sud.

23 giugno 2015
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