Nelle grandi città fa sempre più caldo e il calore sprigionato dalle “isole metropolitane” può condizionare il clima di aree geografiche lontane anche migliaia di chilometri. A stabilirlo è un nuovo studio scientifico condotto dal Centro nazionale per la ricerca atmosferica del Colorado e appena pubblicato dalla rivista Nature Climate Change.

In pratica, il calore in eccesso rilasciato dagli edifici urbani, ma anche dal traffico veicolare, dalle industrie, dagli impianti di riscaldamento e da altri dispositivi, sembrerebbe finire nelle grandi correnti atmosferiche, arrivando a influenzare il clima, aumentandone la temperatura, di zone distanti anche più di 1.000 chilometri dalle isole di calore metropolitane.

Secondo i ricercatori, dunque, sarebbe l’aria calda prodotta nelle grandi aree urbane dell’emisfero Nord a riscaldare gli inverni di ampie regioni dell’Asia settentrionale e del Nord America. L’aria calda formerebbe colonne più alte, che a loro volta si trasformano in getti d’aria che si spostano verso est per poi deviare verso nord e verso sud.

L’aumento di temperatura causato da questo fenomeno sarebbe tra l’altro piuttosto significativo: fino a 1 grado centigrado su scala regionale, un valore al di sopra delle previsioni elaborate dei modelli degli studiosi che si occupano del cambiamento climatico.

Spiega Brian Stone, professore di pianificazione urbana e regionale presso la Georgia Tech:

In climatologia c’è la tendenza a trascurare gli effetti delle città, perché occupano solo una piccola percentuale della superficie terrestre globale. Eppure, la quantità di energia liberata come calore di scarto sta contribuendo a determinare cambiamenti del clima piuttosto significativi. Spero che questo ci incoraggia a concentrarsi maggiormente sulle aree urbane, in quanto motori importanti del cambiamento climatico.

28 gennaio 2013
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, martedì 29 gennaio 2013 alle1:04 ha scritto: rispondi »

Ma allora l'umanità deve stare sempre al freddo e spostarsi a piedi?  Mi ripeto per l'ennesima volta: il vero problema è costituito da sette miliardi (per adesso) di persone a cui bisogna garantire una vita quantomeno decorosa. "Mission impossible".

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