Stategia energetica UE non in linea con gli impegni sul clima sottoscritti durante la COP21 di Parigi. Il commento arriva da Greenpeace, in risposta alla pubblicazione del rapporto della Commissione europea sullo “State of the Energy Union” (lo stato di avanzamento dell’Unione in materia di energia).

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Unione Europea che non sembra marciare nella giusta direzione secondo l’associazione, o quantomeno non con la necessaria efficacia. Come ha commentato Luca Iacoboni, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia:

Per mantenere il riscaldamento globale sotto 1,5 gradi, così come concordato a Parigi, l’Unione europea deve accelerare la transizione verso un futuro 100 per cento rinnovabile e cancellare tutti i sussidi alle fonti fossili. Più di ogni altra cosa, l’Ue deve assicurare a tutti i suoi cittadini la possibilità di autoprodurre con fonti rinnovabili almeno parte dell’energia consumata, contribuendo così al necessario incremento dell’uso di fonti pulite.

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Intervenire sui cambiamenti climatici si conferma ora più che mai un’urgenza, prosegue Greenpeace, con l’uscita dal carbone che deve essere più rapida. La priorità devono essere le fonti rinnovabili, che necessitano di forme di incentivazione davvero efficaci, mentre devono essere cancellati i sussidi a quelle inquinanti.

Greenpeace denuncia inoltre alcune criticità dell’Italia per quanto riguarda gli obiettivi UE al 2020, che il Bel Paese avrebbe centrato soltanto sulla carta (in funzione di adeguamenti dei dati statistici 2010); non vi sarebbe stato un reale incremento delle energie rinnovabili.

Critica anche la situazione per quanto riguarda l’interconnessione di rete, prosegue l’associazione, tanto da portare il Governo a “richiamare in azione” alcune centrali a carbone. Come ha concluso Iacoboni:

In Italia c’è ancora tanto da fare in tema di clima ed energia, dobbiamo abbandonare l’atteggiamento rinunciatario messo in campo dai governi che si sono susseguiti in questi ultimi anni. Abbiamo tutte le possibilità per diventare leader nelle energie rinnovabili, quello che manca è la volontà politica.

2 febbraio 2017
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