Greenpeace accoglie con favore l’intervento di Papa Francesco al Congresso USA. Il discorso tenuto ieri dal pontefice negli Stati Uniti ha interessato tra gli altri anche il tema dei cambiamenti climatici, con Bergoglio che ha chiamato a raccolta i leader mondiali affinché collaborino per la risoluzione del problema.

Un intervento quello di Papa Francesco, pronunciato durante una sessione plenaria del Congresso statunitense, con il quale ha ribadito come la lotta ai cambiamenti climatici rappresenti una sfida inclusiva, proprio perché le sue conseguenze riguardano e toccano tutti. È tempo, ha proseguito Bergoglio, di “azioni e strategie coraggiose”.

Una sfida lanciata al Governo USA e a Barack Obama affinché superino il “politicamente possibile” per spingersi fino allo “scientificamente necessario”. A commento del discorso è intervenuta Annie Leonard, direttrice esecutiva di Greenpeace USA, che ha affermato:

Le parole odierne di Sua Santità Papa Francesco sono una chiamata a raccolta, affinché tutti abbandonino le politiche di parte, per concentrarsi su ciò che ci unisce, attraverso un dialogo aperto.

Condividiamo la responsabilità di difendere il nostro Pianeta, e abbiamo il dovere di agire in nome di chi è più esposto agli impatti dei cambiamenti climatici e che, pur avendo contribuito di meno a causarli, ha anche minori capacità e risorse per adattarsi.

La leadership di Papa Francesco e il suo richiamo a una giustizia climatica sono di profonda ispirazione per noi tutti. Nessuno può comprendere gli effetti devastanti che derivano dallo sfruttamento dei combustibili fossili più delle comunità che subiscono gli impatti dell’inquinamento dovuto all’utilizzo di carbone, al fracking e alla produzione di petrolio, o di chi vive sotto la minaccia di tifoni, siccità e uragani.

25 settembre 2015
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, sabato 26 settembre 2015 alle1:08 ha scritto: rispondi »

Ahimè, solo belle parole che purtroppo resteranno probabilmente inascoltate. Spero vivamente di sbagliarmi, vedremo. "Ai posteri l'ardua sentenza", scriveva Alessandro Manzoni.

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