È atteso per il 26 e 27 maggio 2017 a Taormina il nuovo vertice del G7. L’incontro riveste particolare importanza per il clima in relazione all’intenzione, da parte degli USA, di abbandonare l’Accordo di Parigi. In previsione di questo appuntamento si sono incontrati Raffaele Trombetta, ambasciatore d’Italia in Brasile e in Suriname, e Jennifer Morgan, direttrice esecutiva di Greenpeace International.

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Proprio l’incontro tra Morgan e Trombetta ha offerto l’occasione a Greenpeace di consegnare una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Nella missiva si ricorda l’importanza per il clima racchiusa nel prossimo G7 e i rischi per il Pianeta che potrebbero esplicitarsi nel caso di un suo fallimento:

In queste ore l’amministrazione USA sta decidendo se abbandonare l’Accordo sul Clima di Parigi. Questo G7 rischia di passare alla storia come il culmine del fallimento della diplomazia internazionale.

Questo è il momento in cui la comunità internazionale deve mostrarsi compatta ed è il momento in cui la Presidenza del G7 deve assumerne la leadership. Il vertice di Taormina potrà risolversi in un fenomenale disastro o in un successo inatteso. Ci appelliamo al Presidente del Consiglio come garante dello spirito di cooperazione tra i Paesi del G7 perché adesso si faccia di tutto per convincere il Presidente Trump a non seguire la logica “America first”, ma piuttosto “Planet Earth first”.

Abbiamo sia le tecnologie che le risorse finanziarie per prevenire le peggiori conseguenze del cambiamento climatico. Quello che non abbiamo è tempo da perdere: le decisioni della Presidenza USA rischiano di ritardare un’azione urgente. Proprio oggi è stato ufficializzato il nuovo massimo storico della concentrazione di CO2 in atmosfera (410 ppm). Rallentare o fermare la svolta di Parigi per una azione decisa a tutela del clima è un atto immorale gravido di nefaste conseguenze.

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Al fine di evitare un simile rischio per il clima è necessario, prosegue Greenpeace, che gli obiettivi climatici non risultino penalizzati dall’esito del G7. A cominciare dalla necessità di evitare che gli USA si chiamino del tutto fuori da ciò che è stato l’accordo parigino:

È necessario che il G7 non azzeri o indebolisca gli obiettivi climatici con un accordo al ribasso, ma mantenga alta l’ambizione per una rapida ed efficace applicazione dell’Accordo di Parigi, mettendo in campo da subito azioni concrete, anche poiché questo è uno degli aspetti chiave per prevenire conflitti, minacce alla sicurezza internazionale e migrazioni.

Il miglior modo per mettere in primo piano gli interessi dei cittadini è rafforzare la cooperazione internazionale e affrontare in modo efficace problemi globali, come i cambiamenti climatici.

Se gli Stati Uniti dovessero abbandonare o indebolire il negoziato globale sul clima devono sapere che si isoleranno pericolosamente dalla Comunità Internazionale, contro la storia e gli interessi di tutti. Anche dei cittadini americani.

4 maggio 2017
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