Sabato 30 maggio Greenpeace è scesa in piazza per protestare contro la politica energetica del governo Renzi, ancora eccessivamente incentrata sulle fonti fossili a svantaggio delle energie rinnovabili. L’associazione ambientalista ha organizzato dei “flash mob” in 22 città italiane per chiedere un’inversione di rotta.

La manifestazione contro i combustibili fossili che si è svolta in Italia sabato scorso rientra nel “Global Day of Action“, la prima “Giornata di Azione Globale” in vista della COP21 di Parigi.

Alla mobilitazione internazionale hanno partecipato 30 Paesi. I cittadini scesi in piazza chiedono ai leader politici di mettere in campo misure più incisive per frenare il riscaldamento globale. A partire da una maggiore spinta sulle energie rinnovabili e dalla riduzione degli incentivi alle fonti fossili, inquinanti e dannose per il Pianeta e la salute pubblica.

Oltre a Greenpeace, al Global Day of Action hanno aderito diverse associazioni tra le più attive del mondo: da 350.org ad Avaaz; dal Climate Action Network ad Amici della Terra Europa.

Greenpeace ha invitato il Governo Renzi ad aprire gli occhi sulla necessità di una transizione energetica verso un mix 100% rinnovabile:

Tutti sappiamo ormai che carbone, petrolio e false soluzioni come l’energia nucleare ci stanno portando verso l’intensificarsi degli eventi climatici estremi, la distruzione di ecosistemi vitali come boschi e foreste, una drammatica diminuzione dei raccolti e un intollerabile inquinamento atmosferico.

L’associazione ambientalista sottolinea che i cittadini hanno compreso da tempo il valore inestimabile delle fonti rinnovabili per salvare l’economia, il clima e la salute pubblica. I governi non possono ignorare questa profonda presa di coscienza della popolazione. In una nota Greenpeace rivolge un appello a Renzi e agli altri leader internazionali:

Basta dormire: dobbiamo agire ora, per garantire che l’appuntamento di Parigi di fine anno, quando si terrà la Conferenza delle Parti che potrebbe segnare la storico traguardo di un nuovo accordo mondiale sui cambiamenti climatici, fondato su una drastica riduzione delle emissioni di gas serra e su una rapida transizione verso le rinnovabili.

1 giugno 2015
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