Il gas naturale oggi è ampiamente disponibile a costi ridotti, grazie a nuove tecnologie e procedure come il fracking, che permettono un ulteriore sfruttamento dei giacimenti già attivi. Ciononostante, il boom di questa fonte energetica non basterà a rallentare il riscaldamento globale. A sostenerlo è una recente analisi effettuata dai ricercatori del Pacific Northwest National Laboratory, pubblicata sulla rivista Nature.

Secondo l’autore principale del report, l’economista Haewon McJeon, il gas naturale sul lungo termine non contribuirà alla riduzione delle emissioni di gas serra. Malgrado dal 2007 al 2012, l’impiego del gas naturale negli Stati Uniti abbia contribuito alla riduzione delle emissioni di CO2, in futuro potrebbe verificarsi l’effetto opposto.

Al momento il gas naturale viene impiegato perlopiù in alternativa al più costoso carbone. Le sue emissioni ammontano alla metà di quelle del carbone. Nei prossimi anni, però, il prezzo del gas naturale continuerà a diminuire, al punto da competere con forme di energia meno inquinanti del carbone, quali l’eolico, il fotovoltaico e il nucleare. Per questo motivo gli analisti si attendono un nuovo aumento delle emissioni di gas serra. Come ha illustrato McJeon:

L’abbondanza di gas naturale da sola farà poco per rallentare il cambiamento climatico. Lo sviluppo di tecnologie ancora più avanzate per lo sfruttamento dei giacimenti potrebbe raddoppiare o addirittura triplicare la produzione di gas naturale da qui al 2050.

Ciononostante le emissioni di gas serra continueranno a crescere in assenza di politiche climatiche che promuovano le fonti di energia a basse emissioni di carbonio.

Oltre a disincentivare la diffusione delle energie rinnovabili, il gas naturale sempre più economico e facilmente reperibile otterrà anche un altro effetto negativo: spingere le persone a consumare sempre più energia.

Uno degli obiettivi primari per mitigare il riscaldamento globale è proprio la riduzione dei consumi. Senza contare che uno dei componenti principali del gas naturale, il metano, è un gas serra molto più potente dell’anidride carbonica.

16 ottobre 2014
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Rinaldo Sorgenti, venerdì 17 ottobre 2014 alle19:54 ha scritto: rispondi »

Ancora una volta si accompagna un titolo accattivante e poi le cose scritte aiutano solo a confondere in parte l'opinione di chi legge, magari non particolarmente esperto del settore energia e produzione elettrica in particolare. Infatti, fin dall'apertura si dice: A - ".... grazie a nuove tecnologie e procedure come il fracking, che permettono un ulteriore sfruttamento dei giacimenti già attivi. " Non è proprio così! Il "fracking" è una tecnologia per estrarre metano da rocce argillose, dove lo stesso è intrappolato. Non si tratta quindi di giacimenti "già attivi", ma bensì di una ben diverso (non-convenzionale) modo di estrarre il metano, ben diverso dai comuni giacimenti. B - " ... il boom di questa fonte energetica non basterà a rallentare il riscaldamento globale. " Caspita, "che scoperta"! Infatti, non è certo l'uomo che modifica il Clima (per fortuna) e quindi non sarà certo un diverso modo di estrarre Gas dalla terra che cambierà la situazione. Per fortuna, peraltro! C - " ... il gas naturale sul lungo termine non contribuirà alla riduzione delle emissioni di gas serra (GHG). " Già, è proprio così, ma non per le motivazioni che sembra voler dare il ricercatore. Hanno fatto bene a scrivere "GHG", perchè nel caso del "fracking" quello che sarebbe utile investigare sono appunto le "fugitive emissions" del CH4 (appunto Metano) che nelle estrazioni "non-convenzionali" è ancora maggiore che dalle comuni estrazioni dai giacimenti e nel trasporto a destino. D - " ... l’impiego del gas naturale negli Stati Uniti abbia contribuito alla riduzione delle emissioni di CO2, ..." Già, così lasciano intendere e riportano nelle statisiche. Ma questo, solo perchè - forse stranamente - in questa analisi si considerano SOLO le emissioni della fase "combustione", mentre nulla (strano, vero?) viene conteggiato riguardo alle emissioni di CO2, CH4, N2O) della fase "estrazione del Gas dai giacimenti!!! E - " ... il gas naturale viene impiegato perlopiù in alternativa al più costoso carbone." Si, certo, ma SOLO negli USA, dove l'attuale prezzo del "gas non-convenzionale" è asostanzialmente venduto sotto costo ad un prezzo particolarmente basso, causa la grande quantità resasi disponibile in tempi brevi in certe zone degli USA! Solo negli USA, attenzione! In Europa e nel Far Est (Giappone, Korea S., ecc.) il prezzo del Gas è molto più alto del prezzo del Carbone e del Gas da "fracking". Borse del Gas docet! F - " ... Nei prossimi anni, però, il prezzo del gas naturale continuerà a diminuire, al punto da competere con forme di energia ...". Certo, come no! Intanto, come detto sopra, questa è un'anomalia - difficile da prolungare - che riguarda solo gli USA, dove i più esperti del settore dicono chiaramente che tali bassissimi prezzi NON potranno certo durare a lungo, pena il fallimento di tali imprese del "fracking" (!) e poi, portare quel Gas in forma liquefatta in Europa od in Asia richiede importanti costi aggiunti per il trasporto a bocca di mare, la liquefazione, il trasporto, la rigassificazione e quindi: a + b + c + d ... fate voi i conti! G - " ... Ciononostante le emissioni di gas serra continueranno a crescere in assenza di politiche climatiche che promuovano le fonti di energia a basse emissioni di carbonio." Infine, una cosa logica (perchè il mondo ha bisogno di molta più energia, soprattutto per consentire a miliardi di nostri simili di finalmente avere accesso all'elettricità e ccucinare e riscaldare le loro abitazioni. Cosa che al momento li tiene nelle misere condizioni di sottosviluppo e di vita che non è certo difficile constatare: Africa, Asia, America Latina, ecc.ecc.. Non sono certo le "politiche climatiche" ampiamente cavalcate (con fuorvianti ipotesi) che cambieranno il clima, ma le emissioni potranno invece sensibilmente diminuire grzie alle nuove tecnologie ed all'efficienza di impiego delle fonti energetiche, prima di tutto convenzionali, che sono affidabili e sostenibili! Se anche solo si riflette sul fatto che, applicando le migliori tecnologie - già oggi disponibili ed impiegate (es. nelle centrali a Carbone come Torvaldaliga Nord-Civitavecchia), si può ridurre il consumo del combustibile del 20-25% grazie appunto alla sensibile migliore efficienza di conversione min elettricità e tale efficienza potrà sensibilmente ulteriormente aumentare nel breve-medio termine. Fatti, non parole ... al vento!

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