La conferenza internazionale sul clima in programma a dicembre a Parigi rappresenta l’ultima opportunità per i leader del Pianeta per frenare il riscaldamento globale. A sostenerlo è il ministro dell’ambiente italiano Gian Luca Galletti nel corso di un intervento a Expo 2015.

Galletti ha parlato al convegno “Expo dopo Expo: le eredità di Milano 2015″, ricordando che l’esposizione universale ha acceso i riflettori sui cambiamenti climatici e sui temi ambientali e aperto la strada per la COP21 di Parigi. Inoltre i leader globali si sono già impegnati davanti all’ONU per conseguire 17 obiettivi cruciali per la tutela del Pianeta.

Secondo Galletti l’Italia è uno dei Paesi più sensibili alla sostenibilità ambientale e può fare da guida a decine di altre nazioni che da poco hanno aperto gli occhi sull’esigenza di combattere il riscaldamento globale.

Il ministro dell’ambiente italiano invoca un accordo globale vincolante per limitare le emissioni di gas serra, ribadendo che la COP21 è un evento decisivo che non può concludersi con l’ennesimo nulla di fatto:

Ora lo dico con estrema chiarezza, questa volta non ci può essere la COP22, o meglio, ci può essere se serve a misurare l’accordo virtuoso e ambizioso che dobbiamo trovare a Parigi, quest’anno. Sembra di utilizzare toni catastrofici, ma stavolta davvero non c’è un’ultima chiamata.

Galletti si mostra fiducioso sugli esiti della COP21 di Parigi. Il segnale più importante nei mesi scorsi è arrivato dagli Stati Uniti e dalla Cina, i due principali responsabili delle emissioni di gas serra globali. Queste due potenze negli anni precedenti si sono sempre mostrate riluttanti ad assumere impegni vincolanti per limitare l’inquinamento, tanto da non aver mai sottoscritto il protocollo di Kyoto.

Ora però le due economie hanno già siglato un accordo storico per ridurre i gas serra e si presenteranno a Parigi con uno spirito più collaborativo, consapevoli dell’urgenza di trovare un’intesa comune sulla lotta al riscaldamento globale. Secondo Galletti il merito di questa importante presa di coscienza di Stati Uniti e Cina va anche all’Unione Europea che da anni sta tenendo i riflettori accesi sui cambiamenti climatici.

12 ottobre 2015
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, lunedì 12 ottobre 2015 alle20:03 ha scritto: rispondi »

Sempre e soltanto belle parole, per sottintendere il fatto che dovete stare tutti tranquilli, ci pensiamo noi a sistemare il problema . Finora però non si sono visti apprezzabili miglioramenti , anzi tuttaltro.

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