L’esito delle elezioni presidenziali americane potrebbe compromettere i risultati dell’accordo sul clima di Parigi. L’elezione di un “negazionista” dei cambiamenti climatici farebbe venire meno l’impegno di uno dei due Paesi più inquinanti al mondo. A lanciare l’allarme è il ministro degli esteri francese Laurent Fabius, regista dello storico accordo siglato alla COP21. Fabius senza nominare Donald Trump si è detto preoccupato dalle posizioni dei Repubblicani sul riscaldamento globale.

Gli esponenti del fronte politico si sono sempre mostrati scettici sulle responsabilità dell’uomo nei mutamenti climatici in atto. Una posizione inconciliabile con gli impegni di riduzione delle emissioni assunti da Obama alla conferenza sul clima. Donald Trump ha schernito le preoccupazioni dei democratici sull’impatto dei cambiamenti climatici:

Obama ha detto che il nostro problema principale è il riscaldamento globale. Penso che sia una delle affermazioni più stupide nella storia della politica.

I candidati dei democratici ancora in lizza, Hillary Clinton e Bernie Sanders, sono entrambi favorevoli al rispetto dell’accordo sul clima di Parigi. Anche in caso di elezione di un presidente democratico la maggioranza repubblicana al Congresso USA potrebbe ostacolare l’approvazione del piano di decarbonizzazione dell’economia nazionale.

In questo caso i democratici potrebbero però fare affidamento sullo stesso accordo di Parigi. Il documento è stato formulato in modo tale da non lasciare ai Repubblicani la possibilità di accusare il presidente firmatario di aver abusato della sua autorità.

Fabius ha invitato i 195 Paesi firmatari ad adottare al più presto i target dell’accordo, ammonendo sui rischi di un atteggiamento riluttante e superficiale da parte dei Governi. Per far entrare in vigore l’accordo occorre l’impegno ufficiale dei Paesi responsabili di almeno il 55% delle emissioni globali.

Alla cerimonia di ratifica dell’accordo svoltasi a New York il 22 aprile scorso hanno partecipato 175 Paesi. La Cina, gli Stati Uniti, il Canada e l’India si sono impegnati ad approvare un piano nazionale di riduzione delle emissioni entro la fine dell’anno.

Gli ambientalisti hanno invitato i leader a concretizzare al più presto le strategie contro i cambiamenti climatici, sottolineando che il tempo per riflettere e pianificare è ormai scaduto. L’aumento delle temperature globali procede a ritmi allarmanti e non resta che una soluzione per scongiurare il peggio: un’azione di mitigazione immediata, incisiva e globale.

5 maggio 2016
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