Tornano a crescere le emissioni di CO2 da combustibili fossili. Ad annunciarlo è il Global Carbon Project, che ha diffuso un nuovo studio sull’andamento dell’anidride carbonica mondiale presentato durante la COP23 (Conferenza ONU sul cambiamento climatico) che si sta svolgendo a Bonn (6-17 novembre 2017), in Germania.

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Secondo quanto pubblicato sulla pagina Twitter del Global Carbon Project l’incremento 2017 delle emissioni di CO2 è stimato nell’ordine del 2%. Tale aumento segue tre anni di sostanziale “crescita zero”. Principali responsabili di questa inversione di tendenza Cina, le cui emissioni cresceranno quest’anno del 3,5%, e India, che ha segnato negli ultimi 10 anni un +6% circa.

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Il già preoccupante dato 2016 di 403,3 ppm (parti per milione) sembrerebbe destinato a venire superato da un valore ancor più elevato atteso nel 2017, superiore di 2,5 ppm. Come ha sottolineato Luca Iacoboni, responsabile campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia:

Questi dati sono una spinta ad agire ora. Garantire che le emissioni inizino a ridursi è fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi stabiliti dagli Accordi di Parigi. Questa settimana la COP23 entra nel vivo, con l’arrivo a Bonn dei capi di Stato: è tempo che i Paesi aumentino le proprie ambizioni, riducano l’uso dei combustibili fossili e incrementino le fonti di energia rinnovabile.

L’Unione europea, e l’Italia come Stato membro dell’Ue, devono fare di più, e il primo banco di prova sarà il pacchetto di misure denominato “Clean energy for all Europeans”, che è al momento in discussione a Bruxelles. Sarà un momento decisivo per capire se l’Ue vuole fare sul serio sui cambiamenti climatici o se continuerà a dare soldi pubblici a produzioni inquinanti, come le centrali alimentate a carbone e gas.

13 novembre 2017
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