La Francia ha scelto Emmanuel Macron come nuovo inquilino dell’Eliseo. Il neo eletto presidente francese ha già preannunciato una transizione ecologica verso fonti energetiche rinnovabili e maggiore attenzione per il clima. Sul tema è intervenuto il presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile ed ex ministro dell’Ambiente Edo Ronchi.

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Una transizione quella di Macron che punta a essere sia economica che energetica, redatta in un documento articolato in 6 capitoli. Lo stesso Edo Ronchi ne cita alcuni passaggi di particolare rilievo:

Mi limito a citarne alcune: l’impegno a destinare 15 miliardi a questa transizione, il finanziamento del raddoppio della potenza eolica e solare fotovoltaica entro il 2022, la chiusura delle centrali a carbone entro 5 anni e l’aumento graduale della carbon tax a 100 euro a tonnellata di CO2 entro il 2030, la riduzione della dipendenza dell’energia elettrica nucleare nonché la promozione di misure per il risparmio energetico.

Significativo rilievo è attribuito anche agli obiettivi per l’economia circolare, altro pilastro della green economy, come ad esempio quello di dimezzare i rifiuti in discarica entro il 2025, di riciclare il 100% della plastica entro il 2025, di introdurre un sistema di bonus-malus per incentivare i prodotti durevoli e penalizzare quelli nocivi per l’ambiente.

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Di particolare interesse secondo Ronchi la visione messa in campo da Macron per tracciare la sua transizione ecologica, fatta di proposte integrate che rilancino l’economia con azioni sociali per lo sviluppo e l’occupazione, con una forte attenzione verso le tematiche ambientali e climatiche. Un piano politico che verrà ora chiamato alla prova dei fatti, conclude il presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, sia sul terreno europeo che globale:

L’affermazione di Trump alla Presidenza degli Stati Uniti ha contribuito al riemergere dell’idea che l’ambiente sia un lusso, che la tutela del clima danneggi la competitività economica e l’occupazione e sia da collocare fra i radicalismi di una sinistra non popolare e quindi minoritaria.

Macron dimostra invece che è possibile avanzare una proposta di un robusto riformismo ecologico, anche partendo da una cultura politica di governo, in grado di misurarsi con le problematiche di un’economia di mercato. L’europeismo del programma di Macron è stato forse l’elemento più chiaro della sua campagna elettorale.

9 maggio 2017
I vostri commenti
encas45, mercoledì 10 maggio 2017 alle15:57 ha scritto: rispondi »

Credo e spero sarà un ottimo Presidente per la Francia!

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