Quantificare le emissioni di gas serra generate dalla combustione delle fonti fossili in ciascun Paese è fondamentale per programmare delle azioni di mitigazione dei cambiamenti climatici. Le tecnologie a disposizione della scienza del clima oggi non riescono a isolare dai rumori di fondo i segnali delle particelle di carbonio-14 perché troppo bassi.

Per ottenere stime più affidabili, i ricercatori del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche italiano) hanno ideato una nuova tecnologia laser, in attesa di brevetto, che sfrutta specchi ad “alta riflettività” per rendere più intense le particelle di luce nei gas serra e rilevare così le molecole di carbonio.

Il lavoro che ha portato allo sviluppo del rivoluzionario sensore è frutto di una collaborazione tra il CNR di Firenze e la Planetary Emissions Management Inc. di Cambridge, in Massachusetts. La tecnologia sviluppata si basa sulla rilevazione ottica dei livelli di anidride carbonica presenti nell’atmosfera. Grazie a questo nuovo metodo di misurazione, i ricercatori potranno quantificare il radiocarbonio e tutti i tipi di molecole presenti in atmosfera con una precisione mai raggiunta prima d’ora da nessun’altra tecnologia.

Il metodo è inoltre più rapido ed economico rispetto a quelli impiegati attualmente dai climatologi. Il costo è dieci volte inferiore e anche l’ingombro è più basso, fino a 100 volte in meno lo spazio occupato dagli strumenti in uso oggi. Il sensore ha dunque il vantaggio di essere portatile. Come illustra Paolo De Natale, a capo dell’équipe di ricerca che ha sviluppato il laser:

La nuova metodologia si basa su una tecnica spettroscopica ad altissima sensibilità, denominata Scar (saturated-absorption cavity ring-down), che consente di misurare direttamente il numero di molecole di CO2 contenenti l’atomo di radiocarbonio presenti in atmosfera.

Oltre al monitoraggio dei livelli di CO2 presenti in atmosfera, il sensore messo a punto dal CNR potrà essere impiegato anche dagli archeologi, come illustra Bruno D.V. Marino, CEO della Planetary Emission Management Inc.:

Altre possibili applicazioni riguardano la sicurezza e la datazione dei reperti archeologici, nei quali il radiocarbonio rappresenta l’indicatore più attendibile.

15 dicembre 2014
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