La Norvegia sempre più green: dopo lo stop ai finanziamenti alle fonti fossili dal 1° gennaio 2016, dopo il voto parlamentare a inizio giugno che punta a vietare gli appalti pubblici che contribuiscono alla deforestazione pluviale, arriva ora l’approvazione della proposta di mettere in atto tagli accelerati alle emissioni di CO2 e l’aumento della compensazione del carbonio entro il 2030, 20 anni in anticipo rispetto a quanto era stato stabilito in origine.

La decisione servirebbe a compensare le emissioni provenienti da settori quali le industrie del petrolio e del gas, che non è in previsione siano eliminate in un prossimo futuro. Rasmus Hansson, il leader del partito dei Verdi norvegese in parlamento, ha detto:

Questa è una risposta diretta agli impegni che la Norvegia ha preso ratificando l’accordo di Parigi e significa che dovremo velocizzare molto la nostra politica sul clima. Dire “2050” è fantascienza. Il 2030 è più vicino del 2000.

La Norvegia attualmente emette circa 53 milioni di tonnellate di CO2 equivalente l’anno ed è questa la quantità di carbonio che il ministro per il Clima e l’Ambiente Vidar Helgesen ha detto dovrebbe essere compensata pagando altre nazioni perché riducano le loro emissioni nell’ambito del sistema di scambio di carbonio, che dovrebbe scadere nel 2020. La Norvegia non fa parte dell’Unione Europea, ma partecipa ancora al sistema di scambio delle emissioni dell’UE.

I Verdi però manifestano le loro preoccupazioni riguardo al provvedimento: le misure decise dalla Norvegia sarebbero giudicate insufficienti per ottenere gli obiettivi decisi, mentre vanno avanti investimenti e concessioni a petrolio e gas.

In ogni caso il Governo Norvegese prevede che si ritorni in Parlamento per definire soprattutto le misure specifiche che saranno messe in campo per raggiungere il target e giudica l’approvazione della proposta come una buona partenza per puntare ad obiettivi ancora più ambiziosi dopo il 2030.

16 giugno 2016
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