L’annuncio del Clean Power Plan da parte di Obama sta avendo un’ampia eco in tutto il mondo. Con il nuovo piano l’amministrazione statunitense punta a ridurre in maniera drastica le emissioni di gas serra entro il 2030. I programmi provvisori dei singoli Stati dovranno pervenire entro il 2016, per quelli definitivi il tempo limite è stato fissato al 2018.

Accoglienza positiva per il Clean Power Plan di Obama anche da parte del ministro dell’Ambiente italiano Gianluca Galletti, che ha così commentato:

Il nuovo piano annunciato da Barack Obama per la riduzione delle emissioni inquinanti e lo sviluppo delle rinnovabili rappresenta una svolta per il Pianeta che ci avvicina a un risultato positivo alla Cop 21 di Parigi.

Un progetto coraggioso e ambizioso quello di Barack Obama secondo Annie Leonard, direttrice esecutiva di Greenpeace Stati Uniti. Ora si attende però, spiega l’ambientalista, il rafforzamento del provvedimento attraverso i primi passi concreti:

Il Clean Power Plan è un importante passo avanti negli sforzi che stanno facendo gli Stati Uniti per affrontare i cambiamenti climatici, ma chiunque abbia seguito i recenti sviluppi scientifici sa che è profondamente inadeguato da solo. Se il governo Obama vuole davvero lasciare un’eredità positiva su questo fronte e un pianeta in cui i nostri figli possano vivere, deve fermare le trivellazioni e l’estrazione dei combustibili fossili di proprietà pubblica e bloccare i pericolosi piani di trivellazioni petrolifere della Shell nell’Artico.

Con il Clean Power Plan è chiaro che il Presidente Obama vuole fare sul serio, ma finché non intraprende dei passi affinché la grande maggioranza dei combustibili fossili rimangano sottoterra, come chiedono gli scienziati, la sua eredità è fragile come il ghiaccio dell’Artico.

Il Presidente deve usare la sua leadership, infine, non per unirsi agli altri Paesi, ma per incoraggiarli a firmare un accordo legalmente vincolante alla prossima Conferenza sul clima delle Nazioni Unite di Parigi

L’annuncio del Clean Power Plan è un’occasione per il WWF per ricordare anche alle istituzioni italiane ed europee i propri doveri nella difesa del clima. Come ha sottolineato Mariagrazia Midulla responsabile Clima & energia WWF Italia:

L’Unione europea è chiaramente in ritardo rispetto agli Stati Uniti quando si tratta di affrontare seriamente le emissioni del settore del carbone.

Proprio in occasione degli Stati Generali sul Clima convocati dl governo italiano, come WWF abbiamo invitato il presidente Renzi ad adottare standard di performance per le emissioni di CO2 (EPS) per le centrali italiane. Perché in Italia continuiamo a usare questo combustibile sporco e dannoso, pur dicendo di voler fare altro.

4 agosto 2015
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I vostri commenti
pescespada trafitto, martedì 4 agosto 2015 alle16:02 ha scritto: rispondi »

insieme ai provvedimenti sarebbe utile una feroce class action contro i bastardi che per anni hanno continuato in palese malafede a spiegarci che il problema delle mutazioni climatiche non esisteva e quei cattedratici universitari corrotti che in perfetta malafede hanno continuato ad attribuire alle macchie solari o a mera casualità ripetuti eventi climatici straordinari in tutta evidenza! Un bel risarcimento miliardario potrebbe servire a realizzare più incisive azioni per favorire la decarbonizzazione!

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