Le città saranno i bersagli principali dei cambiamenti climatici. A rivelarlo Legambiente durante la prima Conferenza internazionale sul clima e le città organizzata insieme con l’Università IUAV di Venezia nel capoluogo veneto. Al centro del dibattito le possibili conseguenze per i grandi centri urbani legate al clima e alle sempre più frequenti manifestazioni meteorologiche estreme.

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Secondo quanto reso noto da Legambiente le temperature in città come ad esempio Roma, Milano e Napoli si manterranno in aumento nei prossimi anni, così come la concentrazione delle piogge:

La temperatura nelle città risulta sempre più elevata di quella rilevata in aree meno urbanizzate (gli aeroporti cittadini nello specifico) con differenze fino a 3 gradi dovuti all’effetto isola di calore, ossia all’aumento della temperatura dovuto all’asfalto e al cemento che catturano le radiazioni solari, oltre che dal calore prodotto da impianti energetici e scarichi dei veicoli.

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Un rischio questo per il possibile aumento dei fenomeni climatici estremi, come alluvioni e trombe d’aria, in alternanza con periodi di assoluta siccità. Un’ulteriore minaccia per un Paese come l’Italia già ad alto rischio idrogeologico:

Le precipitazioni piovose risultano maggiormente concentrate e intense del passato con periodi siccitosi di maggiore durata e i dati evidenziano come in italia stia aumentando la frequenza di fenomeni estremi violenti come trombe d’aria e alluvioni che sempre più spesso fanno registrare danni ingentissimi e vittime perchè aggravati da decisioni scellerate di trasformazione del territorio e degli ecosistemi (fiumi intubati, aree urbane completamente impermeabilizzate, edifici realizzati in aree a rischio idrogeologico, inadeguatezza della rete di convogliamento delle acque piovane eccetera).

Intervenuto sulla questione anche lo stesso presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, che sottolinea l’esigenza da parte dell’Italia di aderire alle disposizioni europee per l’adattamento al clima, strategie d’intervento per la pianificazione in fase preventiva:

L’impatto devastante di piogge intense, alluvioni, esondazioni ci ricorda la fragilità del nostro Paese e l’impellenza di far diventare la sicurezza e la manutenzione del territorio una priorità di azione del nuovo governo.

Auspichiamo che si arrivi quanto prima alla definizione e approvazione di un piano nazionale di adattamento al clima, come previsto dall’Unione europea, con una specifica attenzione alle questioni urbane è fondamentale, infatti, individuare obiettivi, progetti e risorse per intervenire nelle aree più a rischio e riqualificare anche i quartieri dove invece il pericolo viene dall’effetto ‘isola di calore’, ossia dall’innalzamento delle temperature legato all’asfalto e al cemento che può avere effetti drammatici su alcune fasce della popolazione durante i picchi di calore.

24 maggio 2013
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