L’Australia, uno dei Paesi più colpiti dal riscaldamento globale, dovrebbe impegnarsi maggiormente nella riduzione dei gas serra. A osservarlo è il Climate Institute che ha consigliato al Governo australiano di fissare degli obiettivi vincolanti a medio termine e di renderli noti agli altri Paesi entro l’inizio del prossimo anno.

Di recente l’Australia ha anche rifiutato di contribuire al Green Climate Fund, un fondo che aiuta i Paesi in via di sviluppo ad adattarsi ai cambiamenti climatici. Secondo il think tank del Climate Institute il governo australiano dovrebbe ridurre le emissioni di CO2 e degli altri gas serra climalteranti del 40% entro il 2025. Entro il 2035 i tagli dovranno raggiungere la percentuale del 65% rispetto ai livelli registrati in Australia nel 2000.

Questa misura è necessaria per contenere l’innalzamento delle temperature, limitandolo a un aumento di 2° C. Oltre questa soglia gli scienziati hanno fissato un punto di non ritorno per il riscaldamento globale e i suoi devastanti effetti. L’Australia, nei meeting internazionali sul clima, non si è dimostrata molto collaborativa. I leader sono stati restii a comunicare gli obiettivi di riduzione delle emissioni dopo il 2020.

Al momento il Governo si è impegnato a tagliare le emissioni del 5% entro il 2020, garantendo un fondo di 2,5 miliardi di dollari alle aziende che investono in tecnologie a basso impatto. Secondo gli esperti occorre però pianificare interventi a lungo termine per ottenere risultati davvero incisivi. Come ha spiegato Erwin Jackson, vice direttore del Climate Institute:

Affinché le politiche contro i cambiamenti climatici rimangano stabili ed efficaci, bisogna pianificare interventi per i prossimi 50 anni, non per 5 anni.

Le imprese che investono nella decarbonizzazione hanno infatti bisogno di sicurezze. L’Europa si è già impegnata a tagliare di almeno il 40% le emissioni di gas serra entro il 2030, rispetto ai livelli registrati nel 1990.

La Cina e gli Stati Uniti hanno promesso di svelare i loro programmi climatici l’anno prossimo. Anche l’Australia dovrebbe seguire il loro esempio, offrendo alla comunità internazionale risposte più concrete riguardo al suo impegno nella lotta al riscaldamento globale. Una battaglia che potrà essere vinta solo concertando misure collettive.

10 novembre 2014
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