L’amministrazione Trump conferma il suo orientamento negazionista nei confronti dei cambiamenti climatici. Questa volta ad andare contro quelle che sono le convinzioni della quasi totalità del panorama scientifico mondiale è Scott Pruitt, posto dal neo Presidente USA a capo della Environmental Protection Agency (EPA, Agenzia federale per la protezione dell’ambiente).

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L’anidride carbonica non produrrebbe alcun effetto rilevante nei confronti del clima secondo l’avvocato statunitense Scott Pruitt, cresciuto professionalmente negli USA portando avanti battaglie contro aborto, unioni gay e la stessa EPA che ora rappresenta, che ha dichiarato:

Credo che misurare con precisione l’impatto dell’attività degli uomini sul clima sia qualcosa di molto difficile. Sul livello di questo impatto mi sembra che esista un immenso disaccordo, io direi che le emissioni di CO2 non incidono, non sono d’accordo che si tratti di un fattore primario nel riscaldamento globale.

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Non sembrano aver convinto lo scettico Pruitt i numerosi studi prodotti da NASA e NOAA, l’ultimo dei quali riportava (appena lo scorso gennaio un pericoloso allarme riguardante l’innalzamento della temperatura media della Terra:

La temperatura media del pianeta è aumentata di circa 2,0 gradi Fahrenheit (1,1 gradi Celsius) dalla fine del diciannovesimo secolo, un cambiamento dovuto in gran parte all’aumento di anidride carbonica e di altri emissioni nell’atmosfera dovute all’attività dell’uomo.

Pruitt avrebbe al contrario ricevuto il pieno sostegno di Trump, il cui negazionismo climatico non è mai stato un mistero. Lo stesso Presidente USA ha dichiarato in più occasioni di ritenere i mutamenti climatici una “bufala inventata dai cinesi”.

10 marzo 2017
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