Dopo due anni di blocco il dossier sull’inquinamento atmosferico arriva ad un accordo presso il Consiglio Ambiente dell’Unione Europea. Lo ha annunciato mercoledì Carole Dieschbourg, ministro dell’Ambiente del Lussemburgo, attualmente alla Presidenza del Consiglio UE.

L’Europa punta alla riduzione del 48% delle morti per inquinamento atmosferico, ovvero ad un taglio di 430 mila decessi l’anno all’interno dei confini europei. La proposta iniziale delle Commissione era stata di una riduzione del 52%, ridotta poi in ragione di alcuni compromessi.

Gli inquinanti interessati dai nuovi limiti, che saranno applicati dal 2020 al 2030, sono le micropolveri sottili PM2,5, l’anidride solforosa (SO2), gli ossidi di azoto (NOX), i composti organici volatili non metanici e l’ammoniaca. Escluso come si temeva invece il metano. Un successo la decisione secondo la Dieschbourg, che sostiene si tratti di “un primo passo nella giusta direzione”.

Se è vero che gli obiettivi sono stati un po’ rivisti al ribasso è anche vero che in tal modo si è potuto dare attuazione a quella che la Commissione, per voce del Commissario per l’Ambiente, gli affari marittimi e la pesca Karmenu Vella ha definito una priorità, che rimarrà tale anche nel 2016.

Ora è importante che il dossier segua la procedura per arrivare all’attuazione. Dopo il Lussemburgo la presidenza del Consiglio europeo andrà ai Paesi Bassi. Sharon Dijksma, ministro dell’Ambiente olandese spiega:

Il nostro obiettivo è iniziare i negoziati con Commissione e Parlamento europeo il prima possibile e speriamo di concluderli entro il semestre.

18 dicembre 2015
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