Donald Trump ha confermato nelle scorse ore l’uscita degli USA dagli Accordo di Parigi. Proseguendo nella sua rotta a sostegno delle fonti fossili il tycoon ha affermato come il documento sottoscritto anche dall’amministrazione Obama fosse un “brutto accordo per gli Stati Uniti”, che secondo il capo della Casa Bianca avrebbe previsto la ridistribuzione della ricchezza statunitense verso altri Paesi.

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L’annuncio di Trump è stato tuttavia poco più di un atto formale, più volte annunciato e anticipato da indiscrezioni e dichiarazioni dello stesso presidente USA. Queste alcune delle parole spese dal tycoon per annunciare l’uscita ufficiale degli Stati Uniti dagli Accordi di Parigi:

Usciamo dall’accordo, ma siamo pronti a rinegoziare per rientrare ancora nell’Accordo di Parigi o in un altro accordo, perchè rappresenta una ferita economica auto inflitta.

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In merito all’annuncio di Trump è intervenuto il WWF, che ha sottolineato l’importanza storica che tale accordo ha assunto e la necessità che gli altri Paesi si sforzino maggiormente per contrastare i cambiamenti climatici:

Questo annuncio costituisce una chiamata all’azione per i governi nazionali e locali, le imprese e le persone in tutto il mondo a raddoppiare i propri impegni per far fronte al cambiamento climatico.

È in sostanza un invito a tornare sui suoi passi quello che Carter Roberts, presidente e CEO di World Wildlife Fund-US ha rivolto al presidente Trump:

In un mondo reso più sicuro dagli accordi tra le nazioni, esortiamo l’amministrazione di Trump a rivedere la sua posizione e rimanere al fianco delle imprese americane, i sindaci e i governatori che sostengono l’Accordo di Parigi. Questo dà priorità all’occupazione ed alla stabilità a lungo termine di cui l’America ha bisogno.

Sulla vicenda è intervenuta anche Donatella Bianchi, presidente WWF Italia, che ha invitato Cina e Unione Europea a presentarsi su poziioni forti in merito alla lotta ai cambiamenti climatici:

Già dal vertice tra Cina e Unione Europea nel quale si affronterà anche la questione del cambiamento climatico ci aspettiamo una posizione molto forte e determinata e invitiamo il premier Gentiloni ad andare avanti sulle posizioni che hanno caratterizzato l’Italia al vertice di Taormina.

Critica anche la posizione di Greenpeace, che vede nella decisione di Trump un elemento che porterà ai margini gli Stati Uniti. Come ha dichiarato Jennifer Morgan, direttore esecutivo di Greenpeace International:

Uscire dagli accordi di Parigi marginalizzerà gli Stati Uniti. È una decisione moralmente deplorevole, di cui Trump si pentirà. Agire in difesa del clima non è tema di un dibattito politico, ma un imperativo per salvaguardare il Pianeta e chi lo abita.

Una decisione dal sapore “anacronistico” che allontanerà gli USA dal resto del mondo secondo Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia, che ha concluso:

Stiamo assistendo ad un cambiamento di portata storica, con Europa, Cina e ed altri Paesi che stanno guidando la rivoluzione energetica, e sempre più lo faranno. Quasi 200 Paesi si sono impegnati due anni fa a Parigi in difesa del clima, e solamente uno ha deciso di tirarsi indietro: è evidente quanto Trump sia lontano dal resto del mondo.

Mentre la Cina cancella le centrali a carbone, Trump cancella le azioni in difesa del clima: stanno cambiando gli equilibri del mondo. La rivoluzione energetica è destinata a continuare, con i leader del resto del mondo, migliaia di aziende e i cittadini che compiono grandi passi avanti.

2 giugno 2017
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Aldo Facco, lunedì 5 giugno 2017 alle9:14 ha scritto: rispondi »

Invito a leggere quanto pubblicato su LIBERO: non si deve confondere il clima con l'inquinamento scritto dal prof. ZICHICCHI, che non mi risulta sia uno sprovveduto in materia, ma un grande scienziato.

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