Il riscaldamento globale avanza a ritmi sempre maggiori. Sembra questa la rotta delineata dall’ultimo rapporto dell’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm), secondo la quale quello che si avvia a concludersi sarà il settimo anno più caldo dal 1850, anno in cui hanno avuto inizio le misurazioni.

Il rapporto sul clima dell’OMM è stato reso noto durante i lavori della COP di Varsavia e al suo interno viene indicato non soltanto il dato record per l’anno in corso, ma anche l’innalzamento dei mari, che procedere ormai a un ritmo di 3,2 millimetri annui.

Secondo la “Dichiarazione provvisoria sulla del clima globale nel 2013″, stilata tenendo conto del periodo gennaio-settembre 2013:

I livelli dei mari continueranno a salire a causa dello scioglimento delle calotte di ghiaccio e dei ghiacciai. Più del 90% del calore in più che stiamo generando con i gas serra è assorbito dagli oceani, che di conseguenza continueranno a riscaldarsi ed espandersi per centinaia di anni.

La temperatura media di superficie nel 2013 è risultata, si legge nel rapporto, superiore di 0,48 gradi. In generale tutti gli anni che sono seguiti al 1998 sono stati più caldi del periodo 1961-1990, anche quelli con temperature inferiori rispetto alle medie attuali.

Una prospettiva secondo l’OMM vede le temperature in ulteriore crescita rispetto agli anni precedenti, con notevoli rischi legati ai disastri naturali:

Anche se i singoli cicloni tropicali non possono essere direttamente attribuiti ai cambiamenti climatici, i livelli del mare più elevati rendono le popolazioni costiere più vulnerabili. Lo abbiamo visto con conseguenze tragiche nelle Filippine.

13 novembre 2013
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Luigi Fiorin, mercoledì 13 novembre 2013 alle22:20 ha scritto: rispondi »

Varsavia, 11 nov.2013 Si apre in “chiassosa sordina” la XIX ° COP, Conferenza ONU sui cambiamenti climatici, in accelerato, catastrofico progresso. Tra il 1990 e il 2012, le emissioni serra sono cresciute del 32%, alla faccia del Protocollo di Kyoto del 1997, che vincolava il mondo industrializzato , almeno alla relativa riduzione del 5%! USA e Cina, però, hanno detto NO, optando per il comodo principio “CHI INQUINA NON PAGA”. Ora, invece, paghiamo tutti e pagheranno sempre più anche Loro. Tuttavia, l’ospitante Polonia con Russia e Cina sono ancora ostili a fermare gli scarichi serra! Ma “l’annunciazione” del cambio climatico in atto è: “Non si fanno prigionieri”! Infatti, il punto di non ritorno è già in corso, cioè, tra il 2020 per l’Indonesia e il 2030 per Mexico. Più fortunata Londra che può attendere a crepare di caldo fino al 2050…! In questo vertice di Varsavia, post-uragano Hayan, si discute per proporre nel 2015, a Parigi, la sigla di un futuro accordo globale che dovrà sostituire quello di Kyoto. Come dire, se l’operazione andrà bene, il paziente non ce la farà…

Luigi Fiorin, mercoledì 13 novembre 2013 alle21:25 ha scritto: rispondi »

Varsavia, 11 nov.2013 Si apre in “chiassosa sordina” la XIX ° COP, Conferenza ONU sui cambiamenti climatici, in accelerato, catastrofico progresso. Tra il 1990 e il 2012, le emissioni serra sono cresciute del 32%, alla faccia del Protocollo di Kyoto del 1997, che vincolava il mondo industrializzato , almeno alla relativa riduzione del 5%! USA e Cina, però, hanno detto NO, optando per il comodo principio “CHI INQUINA NON PAGA”. Ora, invece, paghiamo tutti e pagheranno sempre più anche Loro. Tuttavia, l’ospitante Polonia con Russia e Cina sono ancora ostili a fermare gli scarichi serra! Ma “l’annunciazione” del cambio climatico in atto è: “Non si fanno prigionieri”! Infatti, il punto di non ritorno è già in corso, cioè, tra il 2020 per l’Indonesia e il 2030 per Mexico. Più fortunata Londra che può attendere a crepare di caldo fino al 2050…! In questo vertice di Varsavia, post-uragano Hayan, si discute per proporre nel 2015, a Parigi, la sigla di un futuro accordo globale che dovrà sostituire quello di Kyoto. Come dire, se l’operazione andrà bene, il paziente non ce la farà…

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