Clean Energy 2030: il piano energetico di Google per salvare il pianeta

Torna a far parlare di se il colosso americano Google, questa volta però non si tratta della battaglia a Microsoft o del GPhone. Il CEO Eric Schmidt ha infatti annunciato di avere pronto un piano volto alla conversione della produzione di energia negli USA a fonti rinnovabili entro il 2030. Per di più, è conveniente.

Il Clean Energy 2030, questo il titolo del programma preparato anche grazie ai principi morali dei fondatori di Google, porta in evidenza come, in effetti, ignorare il problema dell’energia sia più costoso che risolverlo. Se infatti il costo per l’attuazione del piano sia di 4.5 miliardi di dollari, questo permetterà di risparmiarne 5.5 miliardi; oltre ad essere un vantaggio per l’ambiente, lo è per le tasche degli statunitensi.

Ciò che il progetto si propone di porre in atto entro 22 anni, è innanzitutto una campagna aggressiva volta all’introduzione nelle case americane di elettrodomestici a basso consumo energetico, operazione questa che se portata a termine con successo dovrebbe far scendere i consumi di energia di ben il 33 percento. In secondo luogo si andranno a ridurre drasticamente la produzione di energia dal carbone e dal petrolio, per poi procedere all’installazione di numerose centrali che sfruttino i sistemi solari, eolici e il movimento delle onde. Infine, ma sicuramente non meno facile, si spingerà la conversione dei veicoli di trasporto all’elettrico e ibrido fino ad un incremento previsto del 31 percento.

Un piano questo certamente impegnativo e non si nasconde da parte di Google l’intento di raccogliere favori per il candidato presidente Barack Obama, più sensibile alle tematiche ambientali rispetto all’avversario John McCain. Anche così fosse, l’effetto globale di questa iniziativa però è di fornire prospettive future valide e concrete rispetto ai più blandi rimedi auspicati in passato, che se così convenienti come esposto, potrebbero essere prese ad esempio anche da altri Paesi.

6 ottobre 2008
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