Da un’idea di Vailant, nota azienda italiana nel settore della produzione di caldaie, e dal lavoro di TNS, realtà leader nelle ricerche di mercato ad hoc e nella consulenza di marketing, nasce My Green IQ, un indice che valuta quanto le buone intenzioni e le buone pratiche dei cittadini di 13 Paesi europei siano green.

Per arrivare alle conclusioni sono state intervistate 13.500 persone ed è stato chiesto loro quale sia il loro comportamento riguardo a consumi energetici, mobilità, sprechi, rapporto con la natura e cooperazione sociale.

A sorpresa l’Italia si rivela al terzo posto (Green IQ 117), ma forse sorprende di più non tanto il secondo posto dell’Austria (123), quanto il primo della Turchia (127). Paesi come Germania, Olanda, Francia e Regno Unito, che ci saremmo aspettati di vedere in cima alla classifica, compaiono solo da metà graduatoria in giù.

In generale si può dire comunque che prevalgono le buone intenzioni, rispetto alle buone pratiche: non c’è un elevato livello di coerenza tra ciò che si pensa e si vorrebbe fare e ciò che realmente viene fatto. A livello europeo sono solo 1 su 5 le persone che agiscono nella volontà di lasciare un mondo migliore alle nuove generazioni, 1 su 3 in Italia.

Si può dire in generale che è stata compresa l’importanza di optare per soluzioni energetiche più tecnologiche e innovative, che permettono di efficientare i consumi, ridurre gli sprechi di energia e le emissioni di CO2, ma poi la popolazione disposta ad investire concretamente per mettere in atto tutto questo è solo il 17% in Turchia, ancora più bassa negli altri Paesi, raggiunge il 14% in Italia.

Nel nostro Paese è un terzo la popolazione che ritiene che i problemi ambientali siano temi prioritari, la stessa quantità si impegna nel cercare di convincere gli altri ad adottare stili di vita più sostenibili. Per quanto riguarda sesso ed età sono le donne a vincere e le persone con più di 55 anni di età. I giovani (dai 25 ai 34 anni) sono meno attenti alla questione.

Uno degli aspetti che sembra attirare di più l’attenzione nel Belpaese è il consumo energetico degli edifici, che sembra essere determinante anche nella scelta della casa da acquistare, tanto che arriviamo al terzo posto anche su questo argomento. Siamo secondi invece tra tutti coloro che ritengono l’importanza di avere una casa smart come prioritaria.

Il 38% degli italiani (contro il 31% degli europei) vorrebbe un impianto di riscaldamento controllabile da smartphone, attraverso un’apposita app. Il 35% sa che abbandonare i vecchi sistemi di riscaldamento fa bene all’ambiente.

Insomma sembra che sia la tecnologia, con il suo carico di innovazione, ad attrarre l’interesse verso comportamenti più sostenibili. Servirebbe una coerente disponibilità a disporre di tempo e denaro per renderla davvero uno strumento in grado di portare un netto cambiamento.

6 maggio 2016
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