Clamidia: sintomi, contagio e terapia

Clamidia è il termine generale con cui si indicano i batteri appartenenti al genere Chlamydia. Nello specifico, si tratta di batteri immobili, che si definiscono intracellulari obbligati perché sono in grado di crescere, riprodursi e causare malattia solo all’interno delle cellule dell’organismo ospite. Tutti i batteri di questo genere contengono DNA, RNA, ribosomi e sono in possesso di tutte le strutture cellulari necessarie per sintetizzare proteine e acidi nucleici: tuttavia, è la cellula dell’organismo ospite che fornisce loro l’energia per la sintesi delle proteine batteriche. L’energia di cui necessita la clamidia si chiama ATP ed è un composto chimico che cede energia idrolizzandosi, ossia trasferendo gruppi fosfato.

i batteri del genere Clamidia

I batteri del genere Chlamydia sono nel complesso 9, ma solo 3 possono causare malattie respiratorie o a trasmissione sessuale negli esseri umani. Questi sono:

  • Chlamydia trachomatis: causa infezioni a trasmissione sessuale che, in alcuni casi, possono causare la malattia invasiva dei linfonodi nota come linfogranuloma venereo;
  • Chlamydia pneumoniae:può essere causa di polmonite, soprattutto nei bambini e nei giovani adulti;
  • Chlamydia psittaci: causa la psittacosi, che si manifesta con la polmonite, e che viene acquisita da uccelli come ad esempio i pappagalli, ma anche tacchini e anatre.

Tutti questi batteri potrebbero anche causare delle infezioni che restano a livello subclinico, ossia che non si manifestano con sintomi marcati, tali da suggerire al paziente di rivolgersi al medico. La condizione dell’infezione subclinica è particolarmente importante se si tratta di una malattia a trasmissione sessuale, perché in assenza di sintomi si creano i presupposti per trasmissione al partner e la continua reinfezione della coppia.

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L’infezione da Chlamydia trachomatis è tra le cause più comuni di malattie a trasmissione sessuale come uretrite non gonococcica ed epididimite negli uomini, a cui si aggiungono cerviciti, uretriti e malattia pelvica infiammatoria nelle donne. In entrambi i sessi la Chlamydia trachomatis può causare linfogranuloma venereo o artrite reattiva. L’infezione può interessare anche il bambino, nel caso colpisse le future mamme, ed essere causa nel neonato di congiuntiviti o, in casi più gravi, anche di polmoniti. In generale, la clamidia passa da un ospite all’altro per inalazione, ingestione, inoculazione diretta nell’occhio e trasmissione sessuale.

Diagnosi

Lab

La diagnosi e il successivo trattamento della malattia sono di esclusiva competenza del medico che, oltre alla valutazione dei sintomi oggettivi, chiederà la messa in coltura di campioni del tratto respiratorio o delle mucose genitali. L’infezione genitale da clamidia è tanto diffusa quanto spesso sintomatica, ecco perché in alcuni specifici casi – come su persone che possono essere considerate a rischio – il medico potrebbe suggerire lo screening periodico. Fanno parte dei soggetti a rischio:

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  • le donne non gravide e sessualmente attive che abbiano meno di 25 anni;
  • le giovani donne che abbiano già avuto una precedente malattia a trasmissione sessuale;
  • tutti coloro che hanno comportamenti sessuali ad alto rischio;
  • donne e uomini che abbiano un partner colpito da una malattia a trasmissione sessuale;
  • le donne che aspettano un bambino.

Trattamento

Farmaci

Le infezioni da clamidia vengono sono tipicamente trattate con gli antibiotici, in particolare azitromicina o doxiciclina. Quest’ultima diventa il trattamento di elezione in caso di malattia infiammatoria pelvica, linfogranuloma venereo o epididimite.

5 ottobre 2018
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