Si è sempre detto che il suolo è una preziosa risorsa, anche per l’agricoltura e quindi per una produzione di cibo che possa sfamare una popolazione mondiale in continua crescita. Oggi questo assunto viene un po’ meno, grazie alle colture idroponiche, che stanno prendendo sempre più piede, anche nel contesto urbano.

A tal proposito il Media Lab del MIT (Massachusetts Institute of Technology) ha sviluppato CityFarm, un software open source da applicare in una fattoria urbana senza suolo, dove si realizzano colture idroponiche e aeroponiche, in modo da calibrare i livelli di luce, umidità, temperatura e pH per creare condizioni facilmente replicabili.

Il team, costituito da ingegneri, architetti, urbanisti, economisti e agronomi e capeggiato da Caleb Harper, ha voluto rafforzare un tipo di produzione più che a km zero a “metro zero”, che sia a impatto quasi nullo e che riesca a sfruttare i densi spazi delle città presenti e del futuro.

In particolare hanno cercato si sviluppare sistemi di produzione vegetale su pareti verticali, dove hanno studiato i sistemi di illuminazione e di costruzione e le dinamiche spaziali. La novità rispetto alle colture idroponiche tradizionali sta proprio nella ricerca di spazi adatti già esistenti, senza crearne di nuovi, nell’ottica dell’efficienza massima nell’utilizzo degli spazi e delle risorse.

Il beneficio è però anche per la salute perché non servono fertilizzanti e pesticidi chimici, mentre i nutrienti hanno una concentrazione doppia. Anche l’ambiente ringrazia perché si può arrivare ad un risparmio di acqua del 98% e a una riduzione dei consumi energetici pari a 10 volte, visto anche che l’illuminazione viene realizzata con luce a LED blu e rossa, l’unica che le piante sono in grado di assorbire.

Esistono anche in questo caso però, degli aspetti negativi, legati soprattutto ai costi, ad esempio per l’illuminazione a LED, ma anche alla selezione vegetale che questo tipo di coltura implica, soprattutto per motivi di spazio limitato, escludendo per esempio gran parte dei cereali che sono importantissimi per la nutrizione dell’intero pianeta.

In ogni caso la ricerca prosegue: il MIT sta lavorando con i governi di Dubai, Accra, Guadalajara e Detroit per sviluppare, da gennaio 2015, laboratori verticali da poter poi implementare e diffondere in altre città del mondo.

12 dicembre 2014
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