Vivere un mese senza auto è possibile. A dimostrarlo la cittadina sudcoreana di Suwon, a circa 30 km da Seoul, dove in occasione dell’EcoMobility Festival si sono “spenti i motori” per trenta giorni. Niente automobili inquinanti, ma ampio spazio alla mobilità sostenibile.

Stop alle auto a Suwon e via libera a biciclette, mezzi elettrici e come ovvio alle passeggiate. Un’iniziativa quella dell’EcoMobility Festival che ha messo a dura prova le abitudini dei cittadini, in molti casi preoccupati della possibile perdita di quella che viene vista soprattutto come “status symbol”. Preoccupazioni però presto sparite con il progressivo ripulirsi dell’aria e della praticità dimostrata dai mezzi sostitutivi.

Grazie alla collaborazione con l’ICLEI (International Council for Local Environmental Initiatives) sono stati resi disponibili durante l’EcoMobility Festival mezzi sostitutivi come ad esempio bici elettriche o pieghevoli fino ad arrivare ai segway, mezzi elettrici a due ruote parallele azionati da una leva centrale.

Molte le iniziative culturali che si sono susseguite durante i 30 giorni dell’EcoMobility Festival: concerti, festival del cinema, manifestazioni culturali e artistiche che sono servite anche per rilanciare la mobilità sostenibile e il turismo cittadino. Presente anche un karaoke alimentato a pedali.

L’EcoMobility Festival è stato voluto in particolar modo dal sindaco Yeom Tae-young. Lo stesso primo cittadino ha poi sottolineato l’importanza di un evento simile, al momento unico nel suo genere:

Dobbiamo uscire dal sistema dei combustibili fossili e prepararci al futuro e il festival può essere un buon modello per farlo.

L’iniziativa ha incontrato infine il favore di commercianti e residenti di Suwon, felici alla fine di aver partecipato dal 1 al 30 settembre all’evento. Lo stesso sindaco si dichiara ad ogni modo ansioso di vedere come risponderanno gli abitanti al momento di tornare alle proprie abitudini, così da vedere quale segno effettivo l’EcoMobility Festival ha lasciato nei cittadini. Un esperimento forse difficile da esportare secondo Tae-young, che però aggiunge:

Qualcuno dovrebbe però almeno provarci.

3 ottobre 2013
Fonte:
DW
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