La cisti di Baker è una sacca piena di liquido che si forma nella parte posteriore del ginocchio: dall’esterno si nota come un rigonfiamento. Provoca, di solito, dolore nel movimento e un senso di pesantezza e rigidità articolare. Il disturbo è per lo più associato alla flessione o alla completa estensione, che ne casi più gravi sono addirittura impedite.

Negli adulti in genere si forma una cisti di Baker secondaria: una preesistente malattia del ginocchio, come artrite o lesione del menisco, causano l’eccessiva produzione di liquido articolare e ciò può causare la formazione della cisti.

Cause

L’articolazione del ginocchio, come le altre del resto del corpo, scorre grazie alla presenza di un fluido lubrificante: il liquido sinoviale. L’eccessiva produzione di questo liquido ne causa l’accumulo in una sacca: la cisti di Baker, appunto. Le cause più frequenti di eccessiva produzione di liquido sinoviale sono:

  • infiammazione del ginocchio causata, ad esempio, dall’artrite;
  • trauma al ginocchio.

Runner e maratoneti sono tra gli sportivi più a rischio: lo stress prolungato tipico della corsa potrebbe causare la formazione della cisti.

Sintomi e diagnosi

La cisti è normalmente visibile anche esternamente, quindi anche nei casi in cui non provoca alcun fastidio il paziente si rivolge al medico per cercare una spiegazione all’anomalia. In generale, comunque, i pazienti riferiscono:

  • gonfiore dietro al ginocchio;
  • dolore anche in camminata;
  • sensazione di rigidità in flessione ed estensione.

La sacca di liquido è anche palpabile dall’esterno. L’esame obiettivo, dunque, porta il medico ad una diagnosi piuttosto sicura. In ogni caso, anche per escludere condizioni cliniche più gravi, il medico prescrive un’ecografia o una risonanza magnetica (RMN). Dei due esami strumentali solo l’RMN è in grado di mostrare sia la cisti che il completo stato dell’articolazione del ginocchio.

Rivolgersi al medico è indispensabile perché i sintomi sono piuttosto simili a quelli causati dalla formazione di un coagulo di sangue, che potrebbe causare una trombosi venosa della gamba.

Come si cura

Piscina

Piscina via Pixabay

La cisti di Baker in molti casi non ha bisogno di una cura specifica, poiché potrebbe anche riassorbirsi in maniera spontanea. Certamente questo è il caso che si verifica con cisti di ridotte dimensioni. Quando la sacca di liquido causa dolore e impedisce il movimento, o anche lo svolgimento dell’attività sportiva, allora si può ricorrere a:

  • impacchi di ghiaccio e riposo del ginocchio, anche con l’ausilio delle stampelle;
  • fisioterapia per facilitare il naturale riassorbimento del liquido e migliorare l’elasticità articolare;
  • drenaggio, aspirazione del liquido;
  • infiltrazioni con cortisone, per una diretta azione antinfiammatoria e sollievo dal dolore.

Al bisogno il paziente può ricorrere all’uso di farmaci antinfiammatori per bocca o anche in crema. In genere aiuta a dare sollievo dal dolore. Gli impacchi di argilla, allo stesso modo, riducono il male e facilitano anche il naturale drenaggio del liquido. L’applicazione regolare di una crema a base di arnica è altrettanto utile.

Lo sportivo dovrebbe ridurre l’intensità degli allenamenti e semmai sostituirli con un adeguato piano di mantenimento in piscina: in acqua le articolazioni non sono sollecitate dal carico e, inoltre, beneficiano del “naturale massaggio” dell’acqua.

Anche se piuttosto raro, non si deve escludere la possibilità che per curare la cisti di Baker sia necessario un intervento chirurgico. Ciò accade in genere quando la cisti è di grandi dimensioni, molto dolorosa o a rischio di rottura. L’intervento potrebbe essere sia in artroscopia che più invasiva.

12 settembre 2014
I vostri commenti
Lia, domenica 20 novembre 2016 alle6:56 ha scritto: rispondi »

Salve.. Mi hanno diagnosticata una cisti di Baker.. Anche se dalla risonanza. Nn si vede benissimo. Allora sotto CN trapia sto facendo di tutto e di piu. Anche applicando pasta di ossido di zinco, per disinfiammare ma allo stato giornaliero 0 risultati.. Adesso mi dicono di aspirare il liquido, io SN un poco convinta qualcuno mi puo aiutare a capire un po megliooo grazieee

graziano, venerdì 9 settembre 2016 alle10:43 ha scritto: rispondi »

Ciao, ho una cisti di Baker diagnosticatami nell'aprile 2015. Dopo mesi di fermo, allenamenti, nuovi stop e partitelle la cisti non è mai scomparsa e con il movimento si riacutizza. Non da ultimo, ieri son tornato a giocare a tennis dopo uno stop di 4 mesi dove sembrava ttuto ok ma, in verità, oggi ho l'articolazione bloccata. ho provato di tutto, tecar, magneto, ghiaccio, laser, pompa diamagnetica ma nessuna di queste mi ha sollevato dal problema. Penso che la mia sia cronica e nessun medico intende asportarla data la difficoltà dell'intervento e l'elevata possibilità che si riformi. Avete qualche consiglio? il cortisone può aiutarmi? sono disperato...

angelo, domenica 24 luglio 2016 alle15:03 ha scritto: rispondi »

scusa fabio come è andata la cura della gamba x la ciste di baker ??? con la pomata al arnica !!!aspetto tua risposta anticipatamente ti ringrazio ...

claudia, lunedì 4 luglio 2016 alle15:04 ha scritto: rispondi »

Ho una ciste ginocchio dx riscontrata da marzo... ho ballato sab sera pomeriggio tappeto... lun rigonfiamento ora cosa consigliate??

Francesca Antonucci, mercoledì 1 giugno 2016 alle17:09 ha scritto: rispondi »

In ogni caso la cisti di Baker una volta diagnosticata va seguita nel suo decorso di sviluppo o di naturale riduzione dal medico che deciderà anche quale terapia consigliare in relazione all'età, stile di vita e salute generale del paziente.

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