La cisti al seno, originata dalla degenerazione della lesione dovuta a un pelo incarnito, è un evento piuttosto raro nella donna, mentre sta diventando un fatto più comune negli uomini. Questi ultimi, per motivi estetici o più spesso sportivi, hanno iniziato a depilarsi il petto e di conseguenza a soffrire di alcuni problemi strettamente correlati all’epilazione stessa o, comunque, più frequenti in chi si depila.

La cisti è una cavità chiusa da una membrana ben distinta e ha una forma generalmente rotondeggiante: contiene un materiale liquido o semi-solido, pus e cellule morte. Una volta che si è formata e, soprattutto finché è di ridotte dimensioni, potrebbe riassorbirsi da sola, ma l’evento è piuttosto raro. La cisti che origina dalla degenerazione dello stato infiammatorio causato da un pelo incarnito di rado si riassorbe: il fusto pilifero rimasto sotto pelle continua, crescendo, ad alimentare la flogosi dei tessuti sottocutanei.

Vediamo come si forma una cisti per pelo incarnito, l’approccio giusto per la cura e quali sono le opportunità di prevenzione, soprattutto grazie ad alcuni rimedi naturali facili ed economici.

Causa del pelo incarnito e formazione della ciste

I peli incarniti si sviluppano perlopiù in quelle aree che vengono sottoposte a epilazione: il seno, soprattutto femminile, non è una di queste zone eppure non è esente dal problema in questione. Anche perché tra le altre cause della crescita anomala di un pelo c’è la pelle disidratata e secca: lo strato di cellule morte e il naturale ispessimento della pelle impediscono al pelo di uscire e crescere naturalmente.

Rasatura

Durante la depilazione con il rasoio, sia durante una doccia che a secco di fronte allo specchio, si compie un gesto naturale per evitare di tagliarsi: si tende la pelle, con l’aiuto della postura o della mano libera. Questa azione fa sì che al rilascio della cute il pelo rientri sotto pelle. Quando alla rasatura non segue una buona idratazione, è molto probabile che nell’area depilata si formi qualche pelo incarnito.

Metodi a strappo

La ceretta o l’uso di epilatori elettrici a strappo causa, talvolta, più che l’estrazione completa del fusto pilifero la rottura dello stesso: quando alla depilazione non segue una adeguata detersione e idratazione, è probabile che la parte del pelo rimasta nella cute causi il danno.

Formazione della cisti

Un pelo incarnito non rimosso continua a crescere sotto pelle infiammando il tessuto circostante e impedendo anche il naturale sbocco del sebo. Le ghiandole sebacee si infiammano e il grasso, non trovando via di uscita, si accumula imprigionando anche cellule morte e pus.

Cosa fare e cosa non fare

Una ciste al seno che diventa visibile e palpabile merita sempre un primo approccio medico. Il chirurgo avrà il compito principale di escludere malattie anche gravi che si possono manifestare con noduli sottocutanei simili a delle cisti sebacee e, inoltre, di valutare l’opportunità di rimuoverle con un piccolo intervento in anestesia locale.

Una volta stabilito che non serve alcun trattamento e che la ciste non nasconde pericoli, il paziente potrà adottare qualche approccio naturale per favorire il riassorbimento: gli impacchi caldo umidi da fare anche durante il bagno e l’applicazione quotidiana di qualche goccia di tintura madre di calendula.

La cisti non va schiacciata, il tentativo di far uscire il contenuto del nodulo non risolverebbe il problema e potrebbe essere causa di un’infezione. In questo caso la terapia richiederebbe anche l’uso di farmaci cortisonici e antibiotici.

Prevenzione

Chi soffre di peli incarniti, e anche chi desidera prevenire questo fastidioso problema e mantenere la cute sana, deve dedicare qualche minuto durante e dopo la doccia quotidiana alla giusta idratazione.

A questo scopo, considerato anche che la zona del seno è particolarmente delicata, molto indicato è l’olio di mandorle che idrata e dona elasticità alla pelle. Molto utili sono anche gli scrub naturali: una buona esfoliazione rimuove lo strato di cellule morte e facilita la penetrazione dell’olio di mandole.

3 marzo 2015
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