Nonostante l’utilizzo e impiego di animali sia fortemente criticato dall’opinione pubblica, alcuni circhi si affidando ancora alle acrobazie di scimmie, orsi e leoni. Una scelta in controtendenza che lascia sgomenti e sconvolti, in particolare perché dietro capriole e salti nel fuoco si nascondono storie di violenza e sofferenza quotidiana. Un abuso costante su animali spesso inermi e strappati dal loro habitat naturale, costretti a replicare gesti innaturali sotto il piglio rabbioso delle punizioni.

È quello che è emerso nella città di Suzhou, in Cina, dove l’attività circense e di intrattenimento è ancora tristemente radicata. Conseguenza anche di una tradizione antica e millenaria, considerata ancora molto intrigante e affascinante. Non solo gli spettacoli itineranti, ma anche gli zoo locali spesso sfruttano l’abilità di molti animali, trasformando i loro gesti in atti guidati con la forza. Le immagini che hanno catturato le sessioni di addestramento hanno mostrato una violenza fin troppo presente.

Scimmie costrette in un angolo contro il muro mentre osservano sottomesse e terrorizzate l’uomo che le picchierà per l’ennesima volta con una frusta, con la stessa regolarità quotidiana. Secondo gli attivisti ogni animale utilizzato per l’intrattenimento sarebbe vittima di botte e azioni crudeli, le stesse scimmie spesso costrette a camminare sopra trampoli in legno vengono sorrette dall’istruttore con una catena. Una struttura corta di metallo, tenuta con forza verso l’alto per costringerle all’apprendimento, ma limitando loro l’aria nei polmoni. Gli orsi invece brutalizzati con bastoni e fruste, gli elefanti feriti con ganci di metallo, mentre a tigri e leoni vengono estirpate le unghie.

Strategie educative cruente che da anni scatenano le associazioni animaliste come la PETA: nonostante il divieto del 2012 di utilizzo degli animali per l’intrattenimento, la Cina ha continuato nella pratica. Complice l’assenza di una legge che possa proteggere e difendere i diritti degli animali. La vita circense è per questi una imposizione innaturale e brutale, che li costringe al dolore e alla solitudine dello sfruttamento.

4 dicembre 2014
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