Le persone che guardano al mondo con cinismo hanno più probabilità di sviluppare demenza in tarda età: questi sono i risultati di uno studio estensivo pubblicato su Neurology, rivista della American Academy of Neurology.

Secondo i ricercatori, i quali hanno monitorato un campione di pazienti per una media di 10 anni, a parità di condizioni di salute, abitudini alimentari e stili di vita, nelle persone cosiddette “ciniche” – ovvero coloro che hanno scarsa fiducia nel prossimo – le possibilità di sviluppare demenza senile e altri problemi in età avanzata sono tre volte maggiori.

Lo studio, condotto su 1.449 soggetti, è stato suddiviso in due parti: nella prima i ricercatori hanno somministrato ai soggetti, della media di 71 anni, dei test per la demenza in diverse soluzioni, coprendo un arco temporale di otto anni. L’altra fase, invece, ha permesso di analizzare 662 soggetti che avevano già completato tali test e 46 casi diagnosticati: tramite un apposito questionario, il team di ricerca ha quindi rilevato i livelli di cinismo e confrontato i due gruppi. I risultati sono stati stilati anche considerando fattori che aumentano le probabilità di sviluppare demenza e malattie cardiache, come i livelli di colesterolo, l’ipertensione o il fumo.

Su 164 persone in cui sono state rinvenuti alti livelli di cinismo, ben 14 i soggetti che hanno sviluppato demenza, mentre su 212 persone con bassi livelli solo 9 soggetti si sono imbattuti in patologie senili.

Anna-Maija Tolppanen, ricercatrice presso l’Eastern Finland University e parte del team di studio, ha commentato così i risultati:

Questi risultati confermano come la visione sulla vita e la personalità delle persone possano avere un impatto sulla loro salute. Capire come un tratto di personalità come il cinismo influisca sul rischio di demenza, potrebbe fornirci interessanti spunti su come ridurre tale rischio di demenza.

29 maggio 2014
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, venerdì 30 maggio 2014 alle0:07 ha scritto: rispondi »

Può darsi , ma secondo il mio modesto parere influiscono molto i fattori genetici, mentre lo stile di vita, come è stato correttamente detto, può favorire in qualche modo la precocità o il rallentamento della malattia. Morale : dobbiamo concentrarci molto sulla ricerca genetica per sconfiggere il più possibile malattie e deformazioni che hanno sempre afflitto l'Umanità.

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