Da qualche tempo sono stati segnalati avvistamenti di cinghiali lungo le strade Genova, in Liguria. Tante le presenze in molti quartieri della città, fino a giungere a ventidue unità in soli cinque giorni. Gli ungulati avrebbero raggiunto le zone abitate, fino alle parti più trafficate: una piccola emergenza con svariati avvistamenti fuori dai confini soliti del bosco, forse alla ricerca di cibo e nutrimento. Ma gli animali, confusi dal rumore e dal traffico, avrebbero anche creato qualche piccolo ingorgo e problema di viabilità, facendo cadere dei motociclisti. Le forze dell’ordine sarebbero intervenute arginando la problematica spingendoli verso la spiaggia, circoscrivendo le presenze nella zona della battigia. Ma alcuni di questi cinghiali avrebbero varcato in confini dei giardini del parco storico di Villa Pallavicini, oppure stazionato in un parcheggio nel quartiere di Albaro. Fino all’ultimo esemplare, trovato incastrato tra un muro di cinta e un auto in sosta.

La loro presenza ha stuzzicato la curiosità ma anche pareri discordanti, tra chi li vorrebbe liberi nei boschi e chi preferirebbe contenere il numero con l’abbattimento. Ma per gestire l’emergenza, tre di loro sono caduti sotto i colpi di arma da fuoco, sparati dagli agenti alle dipendenze della Regione presso la Villa Pallavicini, perché impossibilitati a fermarli. Per contenere la problematica la giunta della Regione Liguria – Comune di Genova ha firmato un protocollo specifico sul caso. A favore dell’abbattimento si è espresso l’assessore regionale alla Caccia, Stefano Mai:

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Legittimo il protocollo firmato con il Comune ha superato l’ordinanza sul benessere animale che valutava l’uccisione solo in casi estremi. Non è vero che noi vogliamo uccidere i cinghiali a tutti costi, solo non si può escludere di farlo se c’è pericolo per le persone.

Enpa, che gestisce il centro recupero fauna selvatica in tandem con la Protezione Animali genovese a Campomorone, è contraria a questa decisione, definita troppo cruenta. Mentre il ricovero degli animali presso la struttura non può considerarsi definitivo, proprio per la loro natura selvatica. In merito si è espresso Massimo Pigoni, responsabile dell’Enpa di Genova e vicepresidente nazionale della Protezione Animali.

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A questo proposito bisogna saper distinguere tra immissioni di cinghiali, vietate dalla legge 221/2015, e restituzioni alla natura di esemplari nati liberi. Sulla scorta di tale distinzione si deve prevedere la possibilità di catturare i cinghiali e di rilasciarli in zone lontane dai centri abitati. Finché non si farà e, soprattutto, finché non si applicheranno i metodi ecologici non riusciremo mai ad affrontare situazioni complesse.

6 aprile 2017
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QN
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