CinemAmbiente 2018: ecco i nomi dei film vincitori

Si è concluso ieri sera il festival CinemAmbiente 2018. A chiudere quest’edizione la premiazione dei vincitori nelle varie categorie e la proiezione del film “In Praise of Nothing” di Boris Mitić. Seppure non ancora disponibili i dati definitivi, dalle prime stime l’affluenza di pubblico è risultata in linea con quella dello scorso anno (intorno alle 15 mila presenze nell’arco dei sei giorni). Confermato quindi il “tutto esaurito” per l’iniziativa, che già nel 2017 aveva raggiunto i limiti di capienza massima per gli spazi e le sale cinematografiche disponibili.

Come sottolineato dagli organizzatori di CinemAmbiente 2018 anche per questa 21esima edizione gli spettatori hanno mostrato “vivo e partecipe interesse verso la formula del Festival volta ad ampliare le proposte cinematografiche con approfondimenti e incontri con studiosi ed esperti”. Venendo ora ai vincitori delle varie categorie, a trionfare nel “Premio Asja.energy” per il miglior documentario internazionale è stato “Genesis 2.0” di Christian Frei e Maxim Arbugaev (Svizzera 2018, 103’). Questa la motivazione della giuria:

Per l’originalità degli argomenti, la comparazione di Mondi solo apparentemente lontani, per la rivelazione delle opportunità e delle minacce della biogenetica, per la qualità cinematografica e lo sviluppo dei personaggi.

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Il “Premio del pubblico IREN” – Main sponsor di CinemAmbiente è stato assegnato a “Do You Trust this Computer?” di Chris Paine (USA 2018, 78’), mentre il “Premio SMAT” al miglior documentario One Hour è andato a “Activist (Aktivisti)” di Petteri Saario (Finlandia 2017, 58’), con la seguente motivazione della giuria:

La storia di una giovane donna che cerca di proteggere la sua cittadina in Finlandia è una storia di speranza. Riikka porta l’educazione e l’attivismo in primo piano, mettendo in evidenza una verità importante: l’ambientalismo non è una questione partigiana, ma è una chiamata urgente per tutta l’umanità. Aktivisti è uno splendido ritratto, ed è la prova che indipendemente dall’età anagrafica, ognuno di noi può fare la differenza.

La stessa giuria ha inoltre assegnato una menzione speciale a “The Last Honey Hunter” di Ben Knight (Nepal 2017, 36’), ritenuto “Un film che unisce cambiamento climatico, natura selvaggia e spiritualità in una zona remota del Nepal”. Alla base della mezione speciale, hanno spiegato i giudici, la “magica rappresentazione fotografica e la potente capacità di racconto”.

Assegnato a “Il Monte delle formiche” di Riccardo Palladino (Italia 2017, 63’) il “Premio CiAl” al miglior documentario italiano. La giuria composta da Roberto Giovannini, Marino Midena e Thierry Toscan ha così motivato l’assegnazione:

La forza di un racconto scritto dalla natura come solo lei sa fare: il mistero di un giorno che diventa epifania quando l’incontro di migliaia di formiche si unisce al gioco dei bambini in un paesaggio naturale reso sfumato da luci e ombre con una musica cucita addosso alle immagini. Il racconto letterario traspone in una dimensione altra il volo degli insetti che diventa un essere collettivo con il coraggio di accettare il propio ruolo nel ciclo naturale delle cose.

Menzione speciale per “The Milk System (Il sistema latte)” di Andreas Pichler (Italia/Germania 2017, 91’), considerato dalla giuria un “potente ed efficace reportage di denuncia di una mostruosa macchina economica che calpesta uomini e animali con pratiche che portano a gravi danni per l’ambiente”. È “Ondes noires” di Ismaël Joffroy Chandoutis (Francia 2017, 21’) ad aggiudicarsi il “Premio del Festival” per il miglior cortometraggio, convincendo i giudici per la capacità di “far riflettere su un tipo di inquinamento spesso ignorato, quello elettromagnetico, mostrando l’impatto che la tecnologia può avere sull’essere umano”. Come si legge nella motivazione:

Attraverso la testimonianza di persone costrette a isolarsi perché non più in grado di lavorare e vivere la propria vita a causa dell’effetto delle “onde oscure”, il regista è riuscito a trasmettere con immagini e suoni di grande impatto le incognite legate al ritardo tra l’esposizione e gli effetti di lungo periodo.

Si aggiudica la menzione speciale “Ambiente e società” di Arcobaleno cooperativa sociale “The Green Lie” di Werner Boote (Austria 2018, 97’), film che rivolge lo sguardo oltre i tentativi delle grandi multinazionali di convincere “della sostenibilità e della giustizia sociale dei loro prodotti e dei loro processi, riducendo il verde solo ad un colore”:

Un film che ci riporta alla più dignitosa dimensione di cittadini e non di consumatori, e in ultimo ci ricorda che per ottenere un cambiamento bisogna combattere e l’impegno non può che cominciare da ciascuno di noi.

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La menzione speciale “Legambiente” è andata a “The Milk System (Il sistema latte)” di Andreas Pichler (Italia/Germania 2017, 91’), già premiato con una menzione speciale anche per il Premio CiAl per il miglior documentario italiano. La menzione speciale “WWF” per il miglior film sulla conservazione della biodiversità è stata assegnata a “Kamchatka Bears. Life Begins (Medvedi Kamcătki. Nacčalo Žizni)” di Irina Žuravleva e Vladislav Grišin (Russia 2018, 53’), per:

La bellezza delle riprese, la naturalezza dei soggetti animali nell’integrità del proprio corredo eco-etologico e l’atemporalità dei paesaggi che forniscono linee guida indispensabili per la conservazione della diversità del nostro pianeta negli anni a venire.

Questi i vincitori dei “Premi CinemAmbiente Junior” per i migliori cortometraggi realizzati dalle Scuole, assegnati dalla giuria composta da François-Xavier Frantz, Eugenia Gaglianone e Sara Girardo:

  • Scuola Primaria – “Alla ricerca di Madre natura“, realizzato dalla classe 5a D dell’Istituto Comprensivo Gramsci Rodari di Sestu (CA). Motivazione: “Per l’impegno eccezionale degli alunni, nei disegni, la voce narrante, fino al vocabolario visuale scelto; per la cura messa in ogni dettaglio, di cui si percepisce la fragilità e la  bellezza. Infine, per il messaggio fondamentale che traduce: difendere l’ambiente vuol dire anche ritrovare madre natura, ​lottare per ritrovarla e aiutarla ogni giorno”.
  • Scuola Secondaria di I grado – “Le avventure di Jennifer Water“, realizzato dalla Scuola Secondaria di I grado  “G. Ungaretti” , Caerano San Marco (TV). Motivazione: “Per la delicatezza eccezionale e commovente dei disegni, il ritmo giusto e il bel connubio tra i colori e la musica; per la chiarezza nel mostrare il “viaggio” compiuto dall’acqua, comprensibile e toccante per  tutti, bambini e adulti;  per la cura dell’insieme degli elementi di realizzazione, coinvolgenti fino all’importante messaggio finale: l’acqua è indipensabile per la vita, non sprechiamola!”.
  • Scuola Secondaria di II grado – “AL…si ricicla per amore“, realizzato della classe 3a Operatore grafico del Centro di formazione professionale ENDO-FAP “Don Orione” (Piacenza). Motivazione: “Per l’umorismo e la qualità della voce narrante, classica e coinvolgente; per l’uso raffinato e discreto dei punti di colore; per la bellezza di ogni dettaglio, che porta a voler rivedere più volte questo film, sempre con piacere; e infine, per il doppio messaggio: l’importanza fondamentale del riciclo (in questo caso dell’alluminio) ma anche l’importanza del riciclarsi per amore, cambiare, mutare per aiutare il pianeta, per amare l’ambiente ogni giorno”.
  • Assegnata inoltre una menzione speciale Scuola Secondaria di I grado a “Cambiamenti climatici“, realizzato dalla classe 3a A della Scuola Secondaria di I grado “G. Caprin”, Trieste.

Riconosciuti infine due Premi speciali: il “Premio Movies Save the Planet” a Fernando E. Solanas e il “Premio letterario Le Ghiande” a Chicca Gagliardo e Paola Loreto. Come ha commentato il direttore del Festival Gaetano Capizzi al termine di CinemAmbiente 2018:

Il nostro è un pubblico che non solo si conferma molto interessato ai temi classici dell’ambientalismo, ma si rivela anche straordinariamente recettivo, curioso e attento nei confronti della rapida evoluzione subìta, in questi anni, dal dibattito internazionale in materia di sostenibilità e di nuovi modelli di sviluppo.

Il desiderio crescente di informazione mirata indica che per il Festival ci sono spazi per un’ulteriore crescita. Siamo arrivati al momento in cui azioni e iniziative di governance a favore di una maggiore, reale sostenibilità si pongono come improcrastinabili e andrebbero accompagnate a una parallela diffusione di nuovi modelli culturali e sociali.

Manifestazioni come il Festival sono strumenti di sensibilizzazione importanti che ritengo meritino di essere valorizzati e incentivati, e non certo contenuti o ridimensionati. Il nostro obiettivo è un significativo aumento del budget, segno di scelte culturali e politiche coerenti con un impegno sistematico in materia di tutela e sostenibilità ambientale.

6 giugno 2018
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