Il cinema pur essendo arte non è esonerato da un certo impatto sull’ambiente. Un set cinematografico viene definito dalla Tempesta Film come un “villaggio mobile” e in quanto tale c’è modo e modo di utilizzare energia e risorse. Quindi anche in questo settore si può essere amici dell’ambiente, cercando di ridurre le emissioni di CO2 e aumentando invece la sostenibilità dei processi produttivi.

D’ora in avanti dovrebbe essere più facile, perché il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, ha risposto positivamente ad un interrogazione dell’onorevole Ermete Realacci, in cui chiedeva incentivi per poter rendere le produzioni cinematografiche delle attività a basso impatto ambientale. Le fasi successive saranno il tavolo tecnico con il Ministero dell’Ambiente e quindi l’elaborazione delle “Linee guida per la produzione di film sostenibili” che porteranno alla definizione di un disciplinare ad hoc.

Per il momento è stata proprio la Tempesta Film la prima a realizzare EcoMuvi, il primo disciplinare europeo di sostenibilità ambientale per la produzione cinematografica, che ha lo scopo di ripensare l’intero processo produttivo per arrivare non solo alla compensazione delle emissioni di anidride carbonica, ma per ridurle in maniera netta. Tutto questo in un contesto come quello italiano, in cui sono 5.600 le tonnellate di CO2 prodotte dall’industria cinematografica ogni anno.

La prima produzione internazionale creata proprio seguendo EcoMuvi, è stata “Le meraviglie” di Alice Rohrwacher, e questo ha portato ad un risparmio di ben 5 tonnellate di CO2, le stesse prodotte dal consumo di gas di 12 mila famiglie medie in un anno.

Sembrano dei buoni passi avanti ed Elio Pacilio, presidente di Green Cross Italia, ONG che interviene su tematiche ambientali e sociali dal 1998, ha commentato così:

La risposta del Mibact ci fa ben sperare per l’affermazione di buone pratiche “green” nell’industria cinematografica. Con il Green Drop Award, premio collaterale alla Mostra del Cinema di Venezia, da tempo ci battiamo perché le pellicole trattino tematiche ambientali, ma anche perché la produzione dei film assuma maggiore consapevolezza della pressione che esercita direttamente sull’ambiente e, soprattutto, adotti comportamenti e misure che consentono di ridurne gli effetti più negativi.

19 novembre 2014
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