Cincillà: caratteristiche e come allevarli in casa

Si chiama cincillà ma è conosciuto anche come Chinchilla, ed è un simpatico roditore originario del Sudamerica, in particolare delle Ande. L’animale un tempo era molto richiesto per la sua pelliccia, tanto che la caccia o l’allevamento in cattività stavano decretando la sua estinzione. Ora la scelta è più consapevole e meno cruenta, e la diminuzione della richiesta di pellicce, ha permesso il suo timido ritorno in natura. Infatti il cincillà può vantare diversi nuclei familiari che vivono allo stato selvatico. Tuttavia, la specie è ancora presente nella red list dell’IUCN: la razza lanigera è classificata come specie vulnerabile (VU), mentre quella brevicaudata rientra nel gruppo degli animali a rischio estinzione (CR). Negli ultimi anni è cresciuta la richiesta all’interno dell’ambiente domestico, come simpatico animaletto di affezione. Una svolta esotica incentivata dalla sua struttura fisica morbida, dal suo aspetto tenero e buffo. Ricorda uno scoiattolo ma al contempo anche un coniglio, per la sua camminata particolare.

Gli allevamenti tematici hanno subito un aumento di richieste, con relativo acquisto di questi adorabili roditori. Ogni cincillà possiede un proprio carattere e un’indole personale, ma generalmente è un esemplare docile che difficilmente reagisce mordendo. C’è chi ama il contatto e permette al proprietario di farsi accarezzare o prendere in braccio, e chi rifugge da tutto questo e non desidera essere disturbato. Per questo è importante assecondare le sue necessità, senza forzare gesti e azioni per non stressarlo. Ad esempio, non si relaziona positivamente con i bambini, da cui si nasconde.

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Gli esemplari si differenziano in quelli dalla coda lunga (Chinchilla lanigera) e dalla coda corta (Chinchilla brevicaudata), ma tutti riconosco il proprietario, a cui chiedono e offrono amore e rispetto. Per la sua cura e benessere, e prima dell’acquisto stesso, è importante chiedere consiglio al veterinario di fiducia, che potrà fornire indicazioni e informazioni per un’accoglienza perfetta. L’animale necessita di almeno una visita annuale e, nonostante sia un esemplare resistete, è importante prestare attenzione alla sua alimentazione e non esporlo al calore.

Cincillà: come si allevano

La dieta del cincillà contempla fieno secco – da cambiare con frequenza, come erba medica, bromo inerme, avena selvatica e felolo – mangime apposito quindi mele, prezzemolo, broccoli, asparagi, carciofi, catalogna, malva, menta, ortica, radicchio, finocchio, frutti di bosco e sporadicamente ananas. Le percentuali giornaliere sono costituite da un 80-90% di fieno, 10% di pellet e 2% di frutta. Ciò che non deve mai mancare è l’acqua, che dovrà risultare sempre e costantemente fresca.

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Per quanto riguarda l’alloggio, questo dovrà essere ampio e ben attrezzato, sviluppato in verticale su più piani per circa 120 centimetri di altezza, 60 centimetri di larghezza e 80 centimetri di profondità. La gabbia dovrà risultare di ferro, perché il roditore ama rosicchiare, non dovrà essere esposta a correnti d’aria e neppure al sole, per non incappare in colpi di calore. Il fondo verrà ricoperto con tutolo di mais, oppure pellet di carta pressata, di legno oppure lettiere di lino o canapa. Vietati gli altri materiali. Il cincillà dorme di giorno ma gioca e si diverte di notte, per questo è importante che sia presente una casetta simile a una mini grotta, dove possa soggiornare e ripararsi. Inoltre è essenziale tutta l’attrezzatura per il cibo, l’acqua, il fieno, una ruota dove correre e materiali da rosicchiare quali pietra minerale, legnetti non trattati come melo, salice, pero, olmo e betulla. Immancabile la sabbia specifica per il suo benessere, dove si rotolerà per mantenere sano il pelo. Per la sua salute emotiva, deve poter uscire dalla gabbia per due ore al giorno, ma in un’area sicura e priva di pericoli.

10 agosto 2017
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