I residenti del nuovo quartiere Dayang a Jinan, in Cina, hanno attivato una lotta decisa contro i cani e i loro proprietari. Quella che è considerata una zona residenziale e ricca di grattacieli, ha visto in poco tempo comparire un numero davvero alto di volantini contro i possessori di quadrupedi di affezione.

A nessuna persona è concesso di ospitare un cane di qualsiasi tipo. Provvedete in modo autonomo altrimenti un comitato di persone se ne occuperà personalmente, entrando in casa e uccidendo i cani.

Una decisione piuttosto violenta e crudele in una zona della città già provata da una precedente mattanza, quando nel 2014 circa 5.000 cani furono soppressi a causa di un’epidemia di rabbia. Ma in questo caso il volantino punta il dito sia contro i randagi che contro i cani di proprietà, non risparmiando nessuno. Gli innumerevoli foglietti sparsi per il quartiere sono del tutto anonimi, ma pare rappresentino il volere di una percentuale molto alta degli abitanti di zona. La situazione sembra sia esacerbata anche dalla presenza continua di feci lungo i marciapiedi, che pare abbiano aumentato l’intolleranza contro i cani.

In uno stato come la Cina, dove mancano leggi precise in difesa degli animali, esistono un numero spropositato di divieti e norme per chi possiede un cane. A partire dalle tasse piuttosto alte legate all’adozione, alle restrizioni legali alla proprietà dell’animale, alla possibilità di confisca e soppressione se il cane è più alto di un gambaletto e si trova per strada durante il giorno. La Cina da sempre mette in atto vere e proprie campagne in favore dell’abbattimento dei randagi: nel 2009 furono 36.000 gli esemplari soppressi, seguiti dai 30.000 del 2011. Una scelta governativa per contenere la proliferazione indiscriminata e migliorare le condizioni igieniche cittadine. Inoltre i cani non sono animali molto amati in quanto membri ufficiali delle famiglie, mentre ancora è diffusa l’usanza di impiegarli in cucina. Infatti, nonostante i divieti, ogni anno si rinnova l’appuntamento con il festival di Yulin, dedicato alla preparazione di vari manicaretti realizzati con la carne di cane.

16 settembre 2015
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I vostri commenti
maria saltarelli, giovedì 17 settembre 2015 alle6:34 ha scritto: rispondi »

La civiltà si vede anche dal comportamento dei padroni dei cani. La noncuranza con la quale si allontanano dopo che l'animale ha fatto i suoi bisogni è irritante. Troppi cani stanno trasformando le città in latrine puzzolenti.

Elena, mercoledì 16 settembre 2015 alle11:11 ha scritto: rispondi »

La Cina dovrebbe essere boicottata da tutto il mondo civile o che tale si reputa, perché di fatto non ha leggi ed un'organizzazione sociale rispettose dei diritti umani ed animali. Le condizioni degli operai nelle loro fabbriche lager e la mancanza di tutela addirittura degli animali di affezione, sono segnali evidenti che questo Paese non ha nessuna intenzione di divenire civile ma utilizza una maschera di civiltà per sfruttare i vantaggi che può così ottenere attraverso i rapporti economici con il resto del mondo. Boicottarla astenendosi dall'acquisto dei loro prodotti (spesso spazzatura) sarebbe un segnale più forte di qualsiasi petizione contro il loro sistema...che resta sempre più simile ad un regime.

stefania, mercoledì 16 settembre 2015 alle9:44 ha scritto: rispondi »

Un paese civile si vede soprattutto da come tratta persone ed animali. Quindi traiamone le conclusioni !!! la Cina non è ancora entrata nel XX° secolo!!???

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