Gli Stati Uniti, si sa, hanno una quantità di consumi alimentari difficilmente conciliabile con qualsiasi idea di sostenibilità ecologica. Basti pensare, per dire, che uno statunitense consuma in media il doppio di un abitante della Repubblica Popolare Cinese. Come notano però in un sito americano, i cinesi sono ben più del doppio degli abitanti USA.

In effetti, da un po’ di tempo il Paese che mangia di più è diventato proprio la Cina. L’arrivo della carne – essenzialmente pesce, pollo e maiale (il manzo non sembra avere molto successo) – nei menu casalinghi cinesi, che tradizionalmente erano più vegetariani, ha sconvolto qualsiasi dato antecedente.

Basti pensare che la produzione di mais ha superato quella di riso. Strano? No, se pensiamo che nel 2011 ne sono stati raccolti qualcosa come 192 milioni di tonnellate solo per nutrire gli animali di allevamento.

Ed alle tonnellate di derrate vegatali che finiscono in alimenti per animali, si sommano le tonnellate di cereali che vengono prodotti per il consumo umano: riso, mais, grano. Nel 2011 la Cina ha superato qualsiasi record precedente nella storia mondiale quanto a cereali raccolti e conservati.

Insomma, se gli Stati Uniti continuano ad essere il paese con le peggiori abitudini alimentari, il boom cinese è proporzionalmente anche più preoccupante. Quando si parla di sviluppo sostenibile, non si può più non tenere conto di questi dati ed in genere del problema consumo (e spreco) alimentare.

1 maggio 2012
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, mercoledì 2 maggio 2012 alle1:25 ha scritto: rispondi »

Qualcuno finalmente si sveglia, rendendosi conto che la popolazione umana sta varcando ogni limite di sostenibilità. Sono disponibili le seguenti opzioni:  scannarci per contenderci le poche riserve rimaste,  oppure limitare le nascite per ripristinare un equilibrio tra risorse disponibili e qualità di vita decente per tutti. Ma personalmente dubito che l'uomo sia così saggio da scegliere la seconda opzione:  Storia Umana docet.

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