Succede che un aeroporto venga fermato dalla nebbia. Atterrare con ridotte possibilità visive è un’operazione troppo rischiosa perché si possa mettere in gioco così la vita dei passeggeri. Ovviamente, ne derivano ritardi e voli annullati. Difficilmente, però, si può pensare di fare altrimenti o iniziare a lamentarsi. Le cose cambiano se la foschia ha un’origine umana.

A Pechino, infatti, per alcune ore le piste sono rimaste chiuse per troppo smog. 155 i voli annullati a causa di una visibilità ridotta a soli 200 metri. Ovviamente, il risultato è agghiacciante non tanto per la sfortuna dei poveri passeggeri, ma perché getta un’ombra sinistra sulla situazione d’inquinamento atmosferico nella capitale cinese.

Il governo è, infatti, accusato di sottovalutare la piaga dello smog cittadino. Se da un lato le autorità cinesi ribadiscono la “buona qualità” dell’aria, dall’altro risultati allarmanti vengono resi noti dall’ambasciata USA: il tasso di polveri sottili è stato giudicato “pericoloso”, il più alto fra i livelli di giudizio utilizzati dalla diplomazia statunitense.

Speriamo che la prova visiva che qualcosa non va, spinga chi di dovere a prendere le necessarie precauzioni. Gli effetti negativi dello smog sulla salute umana sono noti e non andrebbero sottovalutati.

Fonti: La Repubblica

11 gennaio 2012
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