Le energie rinnovabili crescono a ritmo galoppante in Cina, ma il gigante asiatico non ha intenzione di rinunciare alle fonti fossili, come il petrolio, il gas naturale e il carbone. Lo ha ammesso il premier cinese Wen Jiabao al World Future Energy Summit di Abu Dhabi, commentando il dato del 2011 sulle rinnovabili che sono arrivate all’11,4% del mix energetico nazionale.

Nel 2010 erano all’8,3% e a crescere sono stati soprattutto l’eolico e il fotovoltaico, con 50 GW installati nel solo 2011. Ma, spiega Wen Jiabao, nessuna strada dovrà essere esclusa dal futuro energetico cinese:

Le fonti fossili domineranno il futuro dell’energia per lungo tempo, quindi dobbiamo seguire un approccio “low carbon” al consumo degli idrocarburi

Detta in parole semplici, la Cina continuerà a produrre enormi quantità di energia dal carbone, dal petrolio e dal gas naturale anche nei prossimi decenni. Ma si cercherà di consumare meno energia per limitare l’impatto sull’ambiente.

Questo perché oggi il cinese medio consuma infinitamente meno di un europeo e, soprattutto, di un americano. Ma la crescita demografica cinese è imponente e trasferire lo stile di consumo di un occidentale in Cina vorrebbe dire far saltare tutti i conti con l’ambiente e il clima. Spiega Wen Jiabao:

Nonostante il consumo pro-capite di energia della Cina sia di molto inferiore a quella dei paesi OCSE, noi incoraggiamo i cittadini a vivere una vita a basse emissioni di CO2. Chiediamo che la temperatura delle stanze non sia inferiore a 26 gradi centigradi in estate né superiore a 20 in inverno


La Cina, quindi, cerca di inseguire lo sviluppo dei paesi occidentali senza ripeterne gli errori principali. Se ci riuscirà è molto difficile prevederlo, ma per riuscirci potrebbe avere un asso nella manica: gira voce, infatti, che nel rimpasto di governo previsto per il 2013 sarà nominato un superministro all’Energia che dovrebbe assorbire i poteri della Amministrazione Nazionale dell’Energia.

17 gennaio 2012
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