Cimici e malattia di Chagas: sintomi e trattamento

Le cimici triatomine sono le principali responsabili della trasmissione della malattia di Chagas, un morbo infettivo diffuso in Messico e nel Sud America, ma non solo. Anche in Italia, infatti, sono stati identificati alcuni casi di contagio e a far crescere la preoccupazione sono le cifre rese note dal Ministero della Salute, che stima circa 6-7 milioni di persone infette in tutto il mondo.

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A veicolare il parassita Trypanosoma cruzi, trasmissibile anche all’uomo, sono quindi le cimici triatomine attraverso le feci o le urine: questi insetti vengono anche chiamati “kissing bug” o “insetti che baciano” proprio per la capacità di mordere in prossimità della bocca. Si tratta di una malattia che può portare conseguenze anche gravi se non curata e trattata in modo adeguato, prevalentemente ai danni dell’apparato digerente, neurologico e perfino del sistema cardiovascolare.

Sintomi

Dolore al petto

Le cimici infette vivono solitamente nelle crepe dei muri o nei tetti delle case rurali, sono molto attive nelle ore notturne e solitamente attaccano il corpo umano nelle sue parti scoperte, come il viso: a creare il vero e proprio contagio è proprio il grattarsi conseguente al morso e al prurito, un’azione che facilita la trasmissione del parassita e attiva l’infezione nel momento in cui la mano entra in contatto con gli occhi o con eventuali lesioni cutanee.

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Il contagio tra uomo e uomo può avvenire attraverso trasfusioni di sangue infetto o trapianti, ma anche durante la gravidanza e il parto tra madre e figlio. Secondo il Ministero della Sanità, inoltre, anche il consumo di cibi contaminati dalle feci o dall’urina delle cimici triatomine può favorire la trasmissione della malattia.

Per quanto riguarda i sintomi dell’infezione, per la quale non esiste alcun vaccino, è possibile suddividerne il decorso in due fasi, rispettivamente acuta e cronica. La fase acuta è spesso asintomatica, dura un paio di mesi dall’infezione e talvolta a comparire è solo una lesione cutanea o un leggero gonfiore a una palpebra. Possono comparire anche febbre e cefalea, dolori muscolari e linfonodi ingrossati. La fase cronica porta, invece, lo sviluppo di una serie di sintomi cardiaci e digestivi ma anche neurologici, disturbi che possono aggravarsi con il passare del tempo e favorire lo sviluppo anche dopo molti anni di una insufficienza cardiaca o rivelarsi letale provocando una morte improvvisa. Le possibili complicanze sono infatti numerose, sia legate al funzionamento del cuore sia all’intestino.

Trattamento

Medicine

Per trattare con successo la malattia di Chagas è fondamentale riconoscerla in modo tempestivo, durante la fase acuta, utilizzando farmaci antiparassitari e altre soluzioni finalizzate a lenire i sintomi. Tra i medicinali efficaci figurano il benznidazole e il nifurtimox, non prescrivibili in caso di gravidanza o grave insufficienza renale o epatica: in ogni caso è il medico a stabilire la terapia da somministrare e a verificare l’effettivo contagio sottoponendo il paziente a specifiche analisi ematiche. Anche in caso di fase cronica iniziale o di infezioni riattivate dopo un determinato lasso di tempo, infine, la cura farmacologia può rivelarsi utile e risolutiva.

3 settembre 2018
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