La cicoria catalogna, conosciuta anche con il nome di cicoria asparago, è un ortaggio mediamente diffuso nella cucina italiana, in particolare nelle ricette del Centro e del Sud dello Stivale. Inoltre, la varietà è nota anche per le famose puntarelle, che altro non sono che i germogli di questa tipologia. Ma come coltivarla in vaso oppure in orto?

La catalogna non richiede grandi attenzioni per la sua coltivazione, così come già avviene per le altre tipologie di cicoria. Inoltre, data la sua buone resistenza anche ai climi più freddi, è un ortaggio che ben si addice anche al consumo autunnale e invernale, dove trova applicazione in moltissime ricette. Prima di seminare, tuttavia, sarà utile chiedere consiglio al proprio negozio di botanica o al fornitore di semenze di fiducia, per vagliare appieno la compatibilità con le condizioni climatiche della propria zona di residenza.

Cosa sapere prima di coltivare la cicoria catalogna

Con il termine cicoria catalogna, o cicoria asparago, si intende un insieme di varietà locali di piante appartenenti alla specie Cichorium intybus, ovvero la varietà comune di cicoria appartenente alla famiglia delle Asteraceae. Si caratterizza per un un cespo verde e rigoglioso, dalle coste importanti e bianche, nonché per un sapore amarognolo che la rende immediatamente riconoscibile. Lo scapo fiorale ricorda il turione dell’asparago e, proprio da questa caratteristica, la pianta prende il suo nome comune. In linea generale, se ne consumano due tipi: una varietà dall’altezza importante ed eretta, consumata dopo la cottura, e una più bassa e dalle coste larghe, che all’interno nascondono dei germogli. Questi vengono scelti per le cosiddette puntarelle, anche se a questo scopo vengono solitamente scelte due varietà locali specifiche, quella della cicoria di catalogna frastagliata di Gaeta e la Puntarella di Galatina.

Il clima preferito è quello mediterraneo, mediamente soleggiato, con temperature non eccessivamente calde né eccessivamente fredde. Rispetto ad altre varietà di cicoria, tuttavia, la catalogna dimostra una maggiore resistenza a condizione atmosferiche più fresche: questa caratteristica ne ha determinato una buona diffusione anche in autunno e in inverno. L’esposizione è normalmente alla luce diretta del sole, tranne per le varietà sottoposte a imbiancamento.

La cicoria catalogna si adatta facilmente a varie tipologie di terreno, confermandosi come una delle varietà più semplici da coltivare. Tuttavia, in caso si potesse scegliere, si può consigliare un terriccio morbido e altamente drenante, per evitare i dannosi ristagni d’acqua. Per un raccolto rigoglioso, è possibile ricorrere a una blanda fertilizzazione con concimi organici quali il compost o il letame, con anche un’azione di zappatura per garantire alle sostanze nutritive di distribuirsi equamente nel terreno. La coltivazione può avvenire per gran parte dell’anno, in genere dalla fine dell’inverno fino all’autunno inoltrato, a seconda del periodo in cui si desidererà consumare l’ortaggio.

Le necessità d’acqua sono medie e dipendono, ovviamente, dalla zona di residenza e dalla stagione di coltivazione. Di norma si procede bagnando direttamente il terreno, anche con sistemi a scorrimento. In primavera e in autunno i semplici fenomeni atmosferici potrebbero essere sufficienti alle necessità della cicoria, mentre in estate è meglio provvedere anche a cadenza quotidiana, vagliando sempre l’aridità del terreno e scegliendo le ore meno calde della giornata.

Coltivazione in vaso e in orto

La cicoria catalogna può essere efficacemente coltivata sia in orto che in vaso, anche se le dimensioni di quest’ultimo varieranno a seconda della quantità di raccolto che si desidera ottenere.

La predisposizione del vaso è molto importante: sul fondo andrà inserito un letto di ghiaia e cocci per favorire il deflusso dell’acqua, quindi si riempie il tutto con un terriccio morbido e soffice, possibilmente concimato con compost o, in alternativa, anche letame. Lo stesso anche in giardino, dove sarà indicata anche una blanda azione di zappatura per distribuire uniformemente le sostanze nutritive.

La cicoria catalogna si può coltivare a partire dal seme, sia direttamente in dimora se le condizioni atmosferiche lo consentono, ma anche avvalendosi di un semenzaio. Di norma il modo più semplice è a spaglio, con una lieve copertura di terriccio, con un’azione di diradamento all’apparizione dei germogli per eliminarne i più deboli. In alternativa, molto diffuso è l’acquisto di piantine per il trapianto: la messa in dimora definitiva avviene per file, distanziate di una quarantina di centimetri, con le singole piante separate di 15-20 centimetri ciascuna. La raccolta avviene quando le foglie avranno raggiunto una grandezza sufficiente ai propri obiettivi di consumo: viene effettuata a taglio, prestando attenzione a non estirparne la base, per assicurarne un raccolto successivo. In linea generale, se le condizioni climatiche lo permettono, la cicoria catalogna è disponibile fresca fino a ottobre inoltrato.

Tra le pratiche di manutenzione ciclica, la rimozione di erbacce e altre piante infestanti, nonché l’eliminazione delle foglie più esterne qualora fossero appassite. Inoltre, bisogna prestare attenzione anche all’azione dannosa di lumache e afidi.

18 ottobre 2015
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